Roma, 2 aprile 2026 – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha inflitto una pesante sanzione di oltre 11 milioni di euro a Revolut, la nota banca fintech britannica, per pratiche commerciali scorrette legate ai servizi di investimento e alla gestione dei conti correnti offerti ai clienti italiani. Il provvedimento ha suscitato reazioni contrastanti e acceso il dibattito sulla trasparenza e tutela dei consumatori nel settore finanziario digitale.
Le motivazioni dell’Antitrust: pratiche scorrette e comunicazioni ingannevoli da parte di Revolut
L’Antitrust ha sanzionato due società del gruppo Revolut: Revolut Securities Europe UAB e Revolut Group Holdings Ltd per 5 milioni di euro, accusandole di aver diffuso comunicazioni ingannevoli sin dal primo contatto pubblicitario. In particolare, la pubblicizzazione di investimenti “senza commissioni” non ha chiarito ai clienti la presenza di costi nascosti e le limitazioni legate ai prodotti finanziari offerti, come le azioni frazionate. Questi strumenti, differenti dalle azioni intere, comportano rischi maggiori, limitazioni nei diritti di voto e difficoltà nella trasferibilità, aspetti che non sono stati adeguatamente illustrati agli utenti.
La scarsa trasparenza, secondo l’Autorità, ha influenzato negativamente le decisioni di milioni di investitori italiani, compromettendo la loro capacità di valutare correttamente rischi e costi degli investimenti. Un danno che si riflette non solo sulla fiducia dei consumatori, ma anche sull’efficienza del mercato finanziario.
A queste contestazioni si aggiunge un’altra sanzione di 5 milioni di euro inflitta a Revolut Group Holdings Ltd e Revolut Bank UAB per modalità aggressive nella gestione dei conti correnti. L’Autorità ha rilevato la mancanza di informazioni chiare e tempestive riguardo la sospensione, limitazione e blocco dei conti, spesso senza preavviso e senza fornire supporto adeguato agli utenti. Questi blocchi, che in alcuni casi sono durati anche a lungo, hanno impedito ai consumatori e alle microimprese di accedere ai propri fondi, ostacolandone i diritti contrattuali e la gestione di necessità finanziarie urgenti.
Infine, l’Antitrust ha inflitto una multa di 1,5 milioni di euro a Revolut Group Holdings Ltd e Revolut Bank UAB per non aver fornito informazioni esaustive riguardanti il passaggio dall’IBAN lituano (LT) a quello italiano (IT), creando confusione tra i clienti italiani e complicando la migrazione necessaria per evitare discriminazioni negli accrediti e addebiti.
La reazione di Revolut e il sostegno del Codacons
In risposta alla sanzione, Revolut ha espresso la propria netta contrarietà, annunciando l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione dell’Antitrust. La fintech ha sottolineato di operare nel rispetto delle normative bancarie italiane e di aver adottato rigorosi protocolli nella verifica dei clienti, al fine di garantire una transizione sicura e conforme verso gli IBAN italiani. Secondo l’azienda, le comunicazioni rivolte ai clienti sono sempre state chiare e trasparenti, e la tutela dei milioni di utenti italiani resta una priorità assoluta.
Dal fronte dei consumatori, il Codacons ha accolto con favore la sanzione dell’Antitrust. L’associazione ha ribadito di aver da tempo messo in guardia gli utenti sui rischi del settore degli investimenti e dei servizi finanziari, evidenziando come le promesse di guadagni facili e le condizioni economiche apparentemente vantaggiose spesso nascondano insidie. Il Codacons ha inoltre sottolineato il pericolo crescente rappresentato dalla diffusione di offerte di investimento ingannevoli attraverso social network, app di messaggistica e email, che possono tradursi in vere e proprie truffe internazionali.
Le sanzioni imposte a Revolut rappresentano dunque un importante segnale su come la tutela della trasparenza e della correttezza nei servizi finanziari digitali sia un obiettivo prioritario per le autorità italiane, in un contesto in cui la tecnologia fintech continua a espandersi rapidamente.






