Roma, 3 aprile 2026 – L’INPS e il Ministero del Lavoro hanno ufficializzato con la circolare n. 41 una misura cruciale per i lavoratori prossimi alla pensione, in risposta all’adeguamento dei requisiti pensionistici previsto dalla legge di bilancio 2026. L’intervento prevede la proroga degli assegni ponte fino al raggiungimento della pensione, con l’obiettivo di evitare che i lavoratori rimangano senza sostegno economico nel periodo di transizione.
Proroga degli Assegni Ponte: cosa prevede la circolare INPS
La circolare spiega che, a causa dell’incremento dei requisiti pensionistici legato all’aumento della speranza di vita, sarà concesso un breve prolungamento degli assegni straordinari, delle isopensioni e delle indennità di espansione. Questa tutela riguarda in particolare i lavoratori che, per effetto del rialzo, non potrebbero raggiungere la nuova data di decorrenza della pensione entro il periodo ordinario di esodo.
Gli assegni ponte potranno essere prolungati fino alla nuova data di pensionamento, anche oltre la durata massima prevista dell’esodo (attualmente fissata in 4, 5 o 7 anni a seconda della prestazione). Nel dettaglio, è previsto un mese in più nel 2027 e altri due nel 2028.
Categorie interessate e azioni di tutela
La misura si rivolge in particolare a due categorie: i lavoratori che hanno cessato l’attività entro il 31 gennaio 2026 considerando i requisiti vigenti fino al 2025, e coloro che nel 2026 sono interessati dall’allungamento della finestra di decorrenza della pensione, come gli iscritti alle casse pubbliche Cpdel, Cps, Cpi e Cpug.
Inoltre, la circolare risolve anche i casi di domande già respinte o chiuse, stabilendo che quelle rigettate dovranno essere accolte e quelle chiuse riesaminate, garantendo così una tutela concreta a chi era rimasto senza assegno ponte nei primi mesi del 2026.
La questione era stata sollevata dalla CGIL, che aveva denunciato una platea potenziale di 55 mila lavoratori a rischio, poi ridotta dal governo a circa 4.900 casi, riconoscendo però l’esistenza del problema dei mesi scoperti tra lo scivolo e l’accesso alla pensione. Questa nuova disposizione rappresenta un intervento importante per colmare tale lacuna e tutelare i lavoratori coinvolti.





