Roma, 2 febbraio 2026 – Nel panorama degli incentivi auto 2026 si delineano novità significative che influenzeranno le scelte degli automobilisti italiani. Il governo ha previsto un piano economico quinquennale da 1,6 miliardi di euro destinato a sostenere il settore automobilistico, ma con una sostanziale differenza rispetto al passato: i fondi non saranno più indirizzati all’acquisto di nuove auto, bensì a iniziative che favoriscano la sostenibilità e l’innovazione.
Incentivi auto 2026 e retrofit: la nuova strategia del governo
Tra i 1,6 miliardi stanziati, 400 milioni saranno destinati ai cittadini, con particolare attenzione a diverse misure di supporto. Tra queste spiccano l’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, i contributi per i mezzi della categoria L (quadricicli), incentivi per l’installazione domestica delle colonnine di ricarica, il noleggio sociale a lungo termine, e soprattutto il bonus per il retrofit a gas delle automobili.
Il retrofit, ovvero la conversione di auto già circolanti all’alimentazione a GPL o metano, rappresenta un passo cruciale per ridurre l’inquinamento. Secondo le prime stime, saranno stanziati circa 21 milioni di euro per agevolare la conversione di vetture Euro 4 o inferiori, con un bonus di 400 euro per il passaggio al GPL e 800 euro per l’installazione del metano, erogati come sconto diretto in fattura. Questa misura è particolarmente rilevante in un paese come l’Italia, dove il parco auto è tra i più anziani d’Europa.
Impatto economico e novità sul costo dei carburanti
Parallelamente al cambiamento degli incentivi, dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una significativa modifica fiscale: l’aumento delle accise sul gasolio che lo rende più caro della benzina. Il riallineamento delle accise, anticipato rispetto alle previsioni, prevede una riduzione di 4,05 centesimi al litro sulla benzina e un corrispondente aumento sulla stessa misura per il diesel, portando le aliquote a 672,90 euro per 1.000 litri per entrambi i carburanti.
Questa novità, senza precedenti, farà sì che il prezzo del diesel superi quello della benzina, con un impatto stimato di circa 500 milioni di euro di maggior gettito fiscale per lo Stato e un aumento medio di spesa di quasi 60 euro all’anno per ciascun automobilista diesel. La decisione ha suscitato critiche da parte di associazioni dei consumatori, come il Codacons, che denunciano il peso sulle famiglie.
Il contesto istituzionale e la guida politica
L’attuazione di queste misure rientra nel quadro delle politiche del governo Meloni, in carica dal 22 ottobre 2022, che ha posto al centro la sostenibilità ambientale e la stabilità economica. Il governo, con a capo il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha recentemente approvato ulteriori provvedimenti a favore della coesione sociale e dello sviluppo sostenibile, confermando un impegno verso una transizione ecologica graduale ma decisa, con particolare attenzione alle esigenze dei cittadini e dell’industria automotive nazionale.
