Roma, 13 settembre 2025 – Il 2024 si è chiuso con un risultato record per il gettito dell’Imu, l’imposta municipale unica che grava sugli immobili in Italia. Secondo un’elaborazione del Centro Studi Enti Locali, basata sui dati della banca-dati Siope+ del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), l’Imu ha generato entrate per 16,9 miliardi di euro, il valore più alto registrato negli ultimi cinque anni.
Crescita significativa nel gettito Imu
Il dato complessivo di 16,9 miliardi si compone di 15,47 miliardi incassati tramite riscossione ordinaria, mentre la parte residua deriva dalle attività di recupero dell’evasione fiscale. Dopo un trend di crescita costante dal 2020 (13,9 miliardi) al 2022 (15 miliardi), nel 2023 si era registrato un lieve calo a 14,37 miliardi. Tuttavia, nel 2024 la curva del gettito si è impennata, segnando un aumento di oltre 2,5 miliardi rispetto all’anno precedente, equivalente a una crescita del 18%.
L’incremento ha interessato tutte le macro-aree del Paese, con il Nord-Ovest in testa con 5,24 miliardi di euro, seguito dal Centro Italia con 3,83 miliardi, dal Nord-Est con 3,74 miliardi, dal Sud con 2,79 miliardi e dalle isole con 1,29 miliardi. Complessivamente, oltre la metà del gettito è stata raccolta nei Comuni del Nord Italia, che insieme hanno incassato quasi 9 miliardi di euro nel 2024.
Le città più “produttive” nel quinquennio
Nel quinquennio considerato, Roma si conferma la città con il maggior gettito Imu, totalizzando oltre 1,2 miliardi di euro. Seguono Milano con 941 milioni e Torino con 269 milioni di euro. Completano la top ten Napoli, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Palermo e Padova, tutte con rendite superiori ai 90 milioni di euro.
Questi dati sottolineano il ruolo cruciale delle grandi città italiane, in particolare quelle del Nord, nella contribuzione alle entrate comunali attraverso l’Imu, confermando tendenze consolidate anche negli anni precedenti.






