Milano, 25 febbraio 2026 – Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali per il 2026, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso una circolare che definisce l’applicazione della flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio in busta paga, una misura prevista dalla legge di Bilancio 2026. Il provvedimento interessa soprattutto i lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito annuo fino a 33.000 euro, offrendo una tassazione agevolata sugli incrementi retributivi e sui rinnovi contrattuali del triennio 2024-2026.
Flat tax al 5% sugli incrementi in busta paga e rinnovi contrattuali
La circolare chiarisce che la tassazione agevolata al 5% si applica agli incrementi retributivi nella retribuzione diretta (compresi 13esima e 14esima mensilità) e in quella indiretta, come le indennità per malattia, maternità, paternità e infortunio. Gli aumenti devono essere corrisposti a partire dal 1° gennaio 2026, anche se derivanti da rinnovi contrattuali firmati dal 2024 al 2026. Restano esclusi gli importi erogati prima del 2026, gli scatti di anzianità, le ore straordinarie e le somme una tantum per la copertura dei periodi di carenza contrattuale.
Per i lavoratori con reddito fino a 40.000 euro, invece, continua a essere prevista un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo o per turni, oltre che sulle indennità di reperibilità.
Effetti e destinatari della misura
Le nuove regole interessano quindi i dipendenti privati con redditi sotto la soglia stabilita, ma non i lavoratori con redditi superiori o con contratti in vigore prima del 2024. L’obiettivo è alleggerire la pressione fiscale sugli aumenti salariali, incentivando il rinnovo dei contratti e sostenendo il potere d’acquisto dei lavoratori.
