New York, 18 marzo 2026 – La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse tra il 3,50% e il 3,75% nella penultima riunione guidata da Jerome Powell. La decisione, presa con 11 voti favorevoli e un solo contrario, riflette la prudenza della banca centrale di fronte a un contesto economico segnato da forti incertezze, soprattutto a causa degli sviluppi della guerra in Medio Oriente.
I tassi d’interesse e l’impatto economico del conflitto in Iran
Nel comunicato ufficiale diffuso al termine della due giorni di riunioni, la Fed ha sottolineato che le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente sull’economia americana sono ancora incerte. La banca centrale si è impegnata a monitorare costantemente gli sviluppi e a intervenire tempestivamente, modificando la politica monetaria qualora emergessero rischi tali da ostacolare il raggiungimento degli obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi.
La decisione di mantenere i tassi stabili arriva in un momento di alta volatilità globale, con la Fed pronta ad adattare le proprie strategie in base agli effetti che il conflitto potrebbe avere sui mercati energetici e sulla fiducia degli investitori.
Previsioni aggiornate sulla crescita, inflazione e tassi futuri
In concomitanza con la conferma dei tassi, la Federal Reserve ha rivisto al rialzo le proprie stime di crescita economica per gli Stati Uniti per il 2026, portando il Pil atteso al +2,4%. Anche l’inflazione è stata rivista al rialzo, con una previsione del 2,7% per l’anno in corso, mentre le stime sulla disoccupazione restano ferme al 4,4%.
Le dot-plot pubblicate indicano inoltre che la Fed mantiene la previsione di un taglio dei tassi entro la fine del 2026, seguito da un ulteriore taglio nel 2027, segnalando un orientamento verso un allentamento monetario progressivo negli anni a venire.
Il governatore nominato da Donald Trump, Stephen Miran, è stato l’unico a votare contro la decisione, preferendo un taglio immediato di un quarto di punto, evidenziando la diversità di opinioni all’interno del Federal Open Market Committee (FOMC).
In questo scenario complesso, la Fed ribadisce la sua attenzione a mantenere l’equilibrio tra sostenere la crescita economica e contenere le pressioni inflazionistiche, in un quadro globale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche.






