Bruxelles, 16 marzo 2026 – L’Unione europea monitora con attenzione la situazione dell’energia, consapevole che la crisi in corso potrebbe aggravarsi. Il commissario europeo per l’energia, Dan Jørgensen, ha sottolineato la necessità di prepararsi a possibili interventi rapidi per sostenere gli Stati membri, evidenziando come la principale criticità attuale sia legata ai prezzi elevati di gas e petrolio sui mercati globali, più che a problemi di sicurezza dell’approvvigionamento.
Crisi dell’energia: situazione attuale e punti di forza dell’UE
Secondo Jørgensen, l’Europa si trova in una condizione migliore rispetto alla crisi energetica del 2022. Questo grazie a una maggiore presenza di energie rinnovabili nel sistema energetico europeo, alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento e al minor peso del gas nel determinare il prezzo dell’elettricità. Questi fattori contribuiscono a rendere il sistema più resiliente, sebbene l’influenza dei costi delle materie prime continui a pesare sull’economia e sui consumatori.
Il commissario ha anche evidenziato l’importanza di accelerare ulteriormente lo sviluppo delle energie rinnovabili, auspicando che l’UE rimanga “in carreggiata” per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica e sostenibilità.
Allerta sulla possibile evoluzione della crisi e misure di breve termine
All’arrivo al Consiglio UE Energia, Jørgensen ha ribadito che non si tratta solo di monitorare la situazione, ma di prepararsi ad un possibile peggioramento. La Commissione europea è infatti pronta a implementare misure a breve termine per supportare gli Stati membri qualora la crisi energetica dovesse intensificarsi.
L’attenzione è rivolta soprattutto a contenere l’impatto dei prezzi elevati del gas e del petrolio, che rappresentano una sfida economica significativa, pur senza compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento, che al momento non risulta a rischio. La guerra in Medio Oriente e le tensioni geopolitiche globali restano elementi da tenere sotto controllo, ma l’UE ha rafforzato la sua autonomia energetica grazie alla diversificazione e alle fonti rinnovabili.
In sintesi, l’Unione europea si prepara a fronteggiare con prontezza ogni possibile sviluppo negativo, puntando su investimenti in energia pulita e su un sistema energetico più resiliente e competitivo.






