Bruxelles, 12 febbraio 2026 – Nel corso del vertice informale dei leader europei tenutosi ad Alden Biesen, Mario Draghi ha lanciato un nuovo, urgente allarme sulle condizioni dell’economia europea, sottolineando come il contesto economico sia peggiorato rispetto alla sua precedente analisi e ribadendo la necessità di un intervento rapido e coordinato. L’ex presidente del Consiglio italiano ha affrontato questioni chiave che richiedono attenzione immediata per rafforzare la competitività e la coesione dell’Unione.
Draghi evidenzia criticità e propone soluzioni per l’Europa
Durante il confronto con i capi di Stato e di governo, Mario Draghi ha posto l’accento sulla necessità di ridurre le barriere nel mercato unico e di superare la frammentazione dei mercati azionari europei. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla mobilitazione del risparmio europeo, il costo dell’energia e la possibilità di adottare una preferenza europea mirata in alcuni settori strategici. Infine, ha proposto di accelerare il processo decisionale attraverso le cooperazioni rafforzate, meccanismo previsto dai trattati comunitari per procedere più rapidamente su dossier cruciali.
Un funzionario Ue ha riferito che l’intervento di Draghi è stato seguito da un confronto sostanziale, con domande rivolte ai temi degli investimenti, dell’Unione dei risparmi e degli investimenti, del funzionamento del settore energetico, delle linee guida sulle fusioni e del ruolo internazionale dell’euro.
Apprezzamento unanime e prospettive per l’azione europea
Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha ringraziato Draghi su X, evidenziando come il suo approccio abbia dato una nuova prospettiva alle discussioni dei leader europei, fornendo una base solida per le riflessioni in corso. Costa ha sottolineato l’importanza degli spunti offerti dall’ex premier per rafforzare la competitività del continente su temi che spaziano dall’energia ai mercati dei capitali e alle industrie strategiche.
L’appello di Draghi si inserisce in un momento delicato per l’Europa, che deve affrontare sfide economiche complesse in un contesto globale segnato dall’incertezza e dalla competizione geopolitica. La sua analisi si lega alle precedenti riflessioni sull’ordine globale defunto e sulla necessità di un’Europa federale pragmatica, capace di agire unita e con decisione per difendere il proprio ruolo internazionale e la propria prosperità economica.
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