Bruxelles, 9 aprile 2026 – Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha chiarito oggi in audizione presso la Commissione ECON del Parlamento europeo che la sospensione del Patto di stabilità e crescita può essere attivata solo in presenza di una grave recessione economica nell’Unione Europea o nell’area dell’euro, condizione che attualmente non si verifica. Le parole del commissario arrivano in un contesto di crescente incertezza economica dovuta agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente e alle tensioni sui mercati energetici.
Dombrovskis ricorda le condizioni per la sospensione del Patto di stabilità
Dombrovskis ha risposto a una domanda dell’eurodeputato Pasquale Tridico, precisando che “la clausola generale di salvaguardia, che consente agli Stati membri di deviare dal percorso di spesa netta previsto dal Patto, può essere attivata esclusivamente in caso di grave recessione economica”. Attualmente, ha aggiunto il commissario, la situazione è caratterizzata da un rallentamento economico ma non da una recessione profonda, e per questo motivo non sono stati ancora valutati margini politici per una sospensione delle regole fiscali europee.
L’analisi della Commissione europea mostra che la crescita dell’UE nel 2026 potrebbe ridursi dello 0,2-0,4% in caso di uno shock di breve durata, mentre se la crisi dovesse prolungarsi la contrazione potrebbe arrivare fino allo 0,6% sia nel 2026 sia nel 2027. Questa situazione è definita da Dombrovskis come un possibile scenario di stagflazione, in cui una crescita rallentata si accompagna a un aumento dell’inflazione.
Impatti economici e margini di manovra limitati
Il commissario ha inoltre sottolineato che gli sviluppi dei prezzi dell’energia e la crisi in Medio Oriente stanno esercitando ulteriori pressioni sulle finanze pubbliche degli Stati membri. Oltre al peggioramento delle prospettive economiche, si aggiungono i costi delle misure politiche adottate per fronteggiare la crisi. Dombrovskis ha evidenziato come il margine di manovra fiscale sia oggi più ristretto rispetto a shock precedenti, a causa di deficit e debito elevati, tassi d’interesse più alti e la necessità di incrementare la spesa per la difesa.
Il nuovo quadro di governance fiscale, basato sul parametro della spesa netta, prevede però alcune flessibilità rilevanti: le minori entrate dovute al rallentamento economico non devono essere compensate, gli aumenti della spesa per interessi sono esclusi dal parametro, così come la componente ciclica dei sussidi di disoccupazione. Questi elementi garantiscono un certo margine fiscale automatico, anche prima che gli Stati membri adottino misure discrezionali.
Dombrovskis ha infine ribadito che eventuali misure di sostegno aggiuntive dovranno essere temporanee, mirate, con una chiara data di scadenza e non dovranno aumentare la domanda aggregata di petrolio e gas, in un momento in cui sono necessari risparmi energetici.
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