Roma, 30 marzo 2026 – Il governo ha posto la questione di fiducia in Aula alla Camera sul dl Bollette, un provvedimento che interessa direttamente famiglie e imprese italiane, mirato a contenere i costi dell’energia elettrica e del gas. La votazione, prevista per domani alle 14, con dichiarazioni di voto dalle 12.20, rappresenta un passaggio cruciale nel percorso legislativo del decreto, che dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile e discusso anche al Senato.
Dl bollette: le dichiarazioni della Lega e il ruolo di Andrea Barabotti
Il deputato della Lega, Andrea Barabotti, intervenuto in Aula durante la discussione sul decreto, ha sottolineato come “su questo decreto si è detto molto e spesso a sproposito. Servirebbe più serietà sui temi energetici: l’energia riguarda le prossime generazioni, non le elezioni”. Barabotti ha attribuito la crisi energetica alle “scelte sbagliate del passato, quando l’ideologia ha prevalso sugli interessi nazionali”, evidenziando che “i problemi complessi non si risolvono con un decreto”.
Nel merito, il deputato ha rivendicato risultati concreti ottenuti con il decreto: “È stata introdotta maggiore trasparenza nel mercato energetico con cambio fornitore più immediato e bollette più chiare. È stato stoppato il teleselling selvaggio. È stata rafforzata la sicurezza energetica prorogando al 2038 il phase-out delle centrali a carbone”. Barabotti ha inoltre annunciato l’impegno della Lega per tutelare migliaia di impianti, con un ordine del giorno per sostenere oltre 2.000 piccoli impianti agricoli, considerati strategici per il territorio e per il mix energetico nazionale. “Questo decreto è un provvedimento concreto e necessario, un passo avanti in una strategia chiara. Non promettiamo scorciatoie: ci assumiamo la responsabilità di affrontare i problemi”, ha concluso.
Le posizioni di associazioni e altri esponenti politici
Il Codacons ha espresso preoccupazione per gli effetti del decreto sulle famiglie più vulnerabili. Secondo l’associazione, con le nuove tariffe Arera la bolletta media della luce per gli utenti vulnerabili salirà dal 1° aprile a 605 euro annui, con un aumento di 46 euro rispetto al primo trimestre. Considerando il gas, la spesa complessiva energetica annua per un utente vulnerabile raggiungerà 1.813 euro. Il Codacons attribuisce questa impennata alle tensioni internazionali, in particolare alla crisi in Medio Oriente, e ritiene che il decreto non sia sufficiente per calmierare l’impatto negativo sui consumatori.
Dal fronte politico, il deputato Riccardo Zucconi, relatore in Commissione Attività Produttive, ha illustrato alcune misure innovative contenute nel decreto: “Si introduce un meccanismo per ridurre il costo delle bollette elettriche per le utenze non domestiche, tramite la riduzione degli oneri di sistema derivanti da impianti fotovoltaici”. Zucconi ha poi evidenziato l’aumento dell’aliquota IRAP per il comparto energetico, con risorse destinate a ridurre gli oneri di sistema a beneficio delle imprese, e la promozione di contratti di energia rinnovabile a lungo termine per le PMI.
Sull’innovazione della rete elettrica, il deputato ha spiegato che il decreto affronta la saturazione virtuale del sistema, ottimizzando le procedure per le connessioni di nuovi impianti rinnovabili e introducendo un procedimento unico per autorizzare data center e connessioni elettriche, elementi chiave per lo sviluppo digitale del Paese.
Inoltre, il decreto istituisce un servizio di liquidità da 200 milioni di euro per calmierare i prezzi all’ingrosso del gas e riforma il meccanismo del “gas release” per le imprese energivore, incentivando l’autoconsumo di biometano.
Dal punto di vista delle associazioni consumatori, Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), ha difeso con fermezza l’emendamento che dichiara nulli i contratti stipulati telefonicamente senza una richiesta esplicita del consumatore nel settore luce e gas. Dona ha sottolineato che il teleselling selvaggio ha portato oltre 662 mila famiglie a passare al mercato libero, spesso pagando di più nonostante non ci fossero offerte più convenienti rispetto al mercato tutelato. L’associazione ritiene che il complesso ambito energetico renda impossibile una scelta consapevole in una singola telefonata, aggravata da pratiche scorrette e comunicazioni incomplete da parte dei call center.
Anche il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, insieme alla vicepresidente della Commissione Attività produttive, Ilaria Cavo, ha espresso soddisfazione per le misure sociali e produttive inserite nel decreto. Tra i risultati ottenuti, hanno ricordato l’estensione del bonus per il teleriscaldamento alle famiglie in condizioni di vulnerabilità economica, l’aumento di 115 euro del bonus sociale e un contributo straordinario per i clienti domestici con ISEE fino a 25.000 euro. Dal punto di vista delle imprese, hanno evidenziato la riduzione degli oneri di sistema, finanziata con l’incremento dell’IRAP per i produttori di energia, e il sostegno ai contratti di approvvigionamento a lungo termine per favorire le PMI. Infine, hanno sottolineato l’importanza dello stop al telemarketing aggressivo, una misura attesa da tempo per tutelare i consumatori.






