Roma, 17 febbraio 2026 – Il decreto legge sulle bollette, atteso per mercoledì pomeriggio in Consiglio dei ministri, rappresenta una delle principali misure del governo per contrastare l’aumento dei costi dell’energia elettrica per famiglie e imprese. Ad oggi, tuttavia, il testo definitivo resta ancora in fase di elaborazione, come confermato sia da Palazzo Chigi che dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Matteo Salvini, ha rilanciato la sua proposta di far pagare un contributo straordinario alle banche per sostenere la riduzione dei costi energetici.
Il decreto bollette: un provvedimento ancora in cantiere
I tecnici del MASE e di Palazzo Chigi stanno lavorando fino all’ultimo minuto per definire i dettagli del decreto, che dovrebbe garantire un risparmio stimato tra i 2,5 e i 2,6 miliardi di euro. Tra le misure allo studio vi è la vendita del “tesoretto” di gas stoccato da GSE e Snam durante la crisi energetica del 2022, una strategia finalizzata a ridurre la differenza di prezzo tra la borsa europea del gas TTF e quella italiana PSV, che attualmente si attesta su circa 3 euro al megawattora.
La bozza del decreto prevede, inoltre, di spalmare su un periodo più lungo gli incentivi per il solare e di tagliare i sostegni alle bioenergie. Un punto centrale riguarda la rimozione di oneri sul trasporto del gas e sulla tassazione europea delle emissioni (ETS) ai produttori di energia elettrica a metano, che verrebbero invece trasferiti sulle bollette. Questa misura dovrebbe abbassare il prezzo dell’elettricità, legato a quello del gas, generando un risparmio maggiore rispetto all’aumento delle bollette, anche se la Commissione Europea potrebbe considerarlo un aiuto di Stato e quindi bocciarlo.
Tra le altre proposte del decreto c’è un bonus da 90 euro per le famiglie con un ISEE fino a 25.000 euro, la garanzia pubblica per i contratti di fornitura di elettricità da fonti rinnovabili a lungo termine e semplificazioni per l’installazione di nuovi impianti di energia pulita.
Salvini propone un contributo straordinario alle banche
Il vicepremier Matteo Salvini, in carica come vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Meloni, ha rilanciato la sua proposta di far pagare un contributo straordinario alle banche per sostenere la riduzione dei costi energetici. “Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane, che si avvicinano ai 30 miliardi di euro – ha dichiarato Salvini –. Penso che sarà doveroso chiedere alle banche, che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo, perché no, anche per le bollette”.
Questa idea ha ricevuto il plauso di associazioni come Codacons e Assoutenti, che hanno chiesto di estendere il contributo anche ad assicurazioni, aziende farmaceutiche e società di e-commerce e logistica, ampliando così la base di soggetti chiamati a sostenere il costo della crisi energetica.
In Italia, il prezzo dell’elettricità risulta essere circa il 30% più alto della media europea, a causa della significativa incidenza del gas nel mix energetico nazionale. A differenza di altri Paesi europei come la Germania, l’Italia non ha la possibilità di intervenire con supporti diretti che aggraveranno il debito pubblico, motivo per cui si punta su misure innovative e su un coinvolgimento più ampio di soggetti privati.
Le tensioni tra imprese energetiche e piccole aziende
Il decreto bollette non è esente da critiche. Le imprese energetiche, che vedrebbero ridotti i loro margini di profitto, guardano al provvedimento con scetticismo, mentre le piccole imprese lamentano che le misure favorirebbero solo le grandi industrie energivore, lasciandole fuori dai benefici.
Un punto di particolare attrito riguarda l’accordo tra la Regione Lombardia e i gruppi Edison e A2A per il rinnovo delle concessioni idroelettriche: in cambio, le aziende dovrebbero garantire il 15% di energia a prezzi calmierati alle imprese energivore. Secondo fonti milanesi, il decreto bollette potrebbe compromettere tale intesa riducendo i margini di profitto delle imprese coinvolte.
Dal fronte delle associazioni ambientaliste, Angelo Bonelli di Avs ha definito il provvedimento un “decreto salasso per le famiglie italiane”, sottolineando come lo sconto da 4 miliardi di euro previsto per i produttori di energia da gas, attraverso il rimborso delle quote ETS, sarà poi recuperato aumentando gli oneri in tariffa, un costo che ricadrà sui cittadini.
Il governo guidato dalla premier Giorgia Meloni conferma l’impegno a contenere i rincari energetici con un decreto legge che rappresenta uno strumento cruciale nell’azione di contrasto alla crisi, nonostante le difficoltà di bilancio e le resistenze di vari settori economici. Il provvedimento sarà dunque sottoposto al Consiglio dei ministri nei prossimi giorni, mentre i tecnici proseguono le simulazioni per valutarne l’efficacia e definire la versione finale del testo.






