Bruxelles, 12 dicembre 2025 – Dal prossimo luglio l’Unione Europea introdurrà un dazio doganale fisso di 3 euro sui mini-pacchi di valore inferiore a 150 euro, una misura temporanea pensata per contrastare l’enorme flusso di piccoli pacchi provenienti da piattaforme cinesi di e-commerce come Shein e Temu. La decisione è stata presa dai ministri dell’Economia dei 27 Paesi membri nel corso del Consiglio Ecofin, nell’attesa della riforma complessiva delle dogane europee prevista per il 2028.

Nuovi dazi sui mini-pacchi per contrastare l’e-commerce cinese
La nuova tassa, che colpirà specificamente i beni venduti da operatori extra-UE registrati nel sistema Import One-Stop Shop (Ioss), mira a regolare il massiccio afflusso di piccoli pacchi, che rappresentano un fenomeno in forte crescita. Nel 2024, infatti, si stima siano entrati circa 4,6 miliardi di pacchetti di valore inferiore ai 150 euro nell’Unione Europea. Applicando il dazio di 3 euro per ogni pacco, si prevede un introito superiore ai 10 miliardi di euro a favore del Bilancio UE, di cui il 75% andrà direttamente all’Unione, mentre il 25% resterà ai Paesi di ingresso per coprire i costi di gestione.
Secondo quanto stabilito, il dazio sarà applicato per articolo contenuto nel pacco: un pacco con più articoli dello stesso tipo pagherà un solo dazio, mentre un pacco contenente articoli differenti pagherà un dazio per ciascun tipo di prodotto. Ad esempio, un pacco con una maglietta e un paio di scarpe pagherà 6 euro complessivi.
La proposta di accelerare l’entrata in vigore di questo dazio è stata sostenuta con particolare vigore dall’Italia e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato la necessità di arginare la concorrenza sleale delle piattaforme di e-commerce cinesi. L’Italia ha altresì previsto, nelle manovre di bilancio attualmente in approvazione, l’introduzione di un prelievo di 2 euro per i pacchi extra UE a fini di copertura dei costi di gestione nazionali, la cui coesistenza con il dazio europeo sarà definita nelle prossime implementazioni.
Riforma delle dogane e vigilanza finanziaria: le posizioni di Giorgetti
Oltre alla questione del dazio sui mini-pacchi, al centro del dibattito al Consiglio Ecofin è stata anche la proposta di riforma della vigilanza finanziaria presentata recentemente dalla Commissione Europea. Questa prevede di attribuire all’Autorità europea degli strumenti finanziari (Esma) compiti di supervisione diretta sulle principali infrastrutture di mercato a rilevanza sistemica, incluse le società di deposito titoli e i fornitori di servizi in cripto-attività.
Il ministro Giorgetti, pur riconoscendo l’importanza della convergenza e della governance sui mercati finanziari, ha espresso una posizione prudente, definendo “in qualche modo prematuro” affidare all’Esma la vigilanza diretta senza un meccanismo di salvaguardia adeguato e un rafforzamento operativo graduale. Una cautela condivisa anche da altri Paesi come Belgio e Irlanda, mentre Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi si sono dichiarati contrari a una supervisione centralizzata troppo spinta.
Parallelamente, la riforma doganale europea prevede la creazione di una nuova agenzia, la Euca, con Roma candidata a ospitarne la sede insieme ad altre otto città europee. Tra le innovazioni previste vi sarà anche l’introduzione di una “handling fee” per la gestione delle operazioni doganali, il cui importo resta ancora da definire.
Il provvedimento sulle tasse per i mini-pacchi rappresenta quindi una tappa intermedia verso una più ampia revisione delle politiche doganali europee, con l’obiettivo di bilanciare la tutela dei consumatori e delle imprese europee con la necessità di gestire flussi commerciali digitali in forte espansione.






