Roma, 8 aprile 2026 – Nonostante un significativo calo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali, il prezzo dei carburanti in Italia continua a mantenersi su livelli elevati, con il gasolio che si avvicina rapidamente alla soglia dei 2,2 euro al litro. A confermarlo è il Codacons, che ha elaborato i dati regionali forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mimit).
Prezzi dei carburanti: il gasolio verso i 2,2 euro al litro
Secondo le ultime rilevazioni, il prezzo medio del gasolio in autostrada ha raggiunto oggi una media di 2,191 euro al litro, in aumento rispetto ai 2,158 euro di ieri. La benzina, invece, è salita a 1,825 euro al litro. Nella rete ordinaria, il gasolio ha addirittura superato la soglia psicologica dei 2,2 euro al litro a Bolzano, dove il prezzo è di 2,205 euro, mentre i prezzi più elevati si registrano in Calabria (2,198 euro), Lombardia (2,195 euro), Valle d’Aosta (2,194 euro) e Sicilia (2,190 euro).
Il Codacons sottolinea l’anomalia di questa situazione: malgrado il crollo del prezzo del petrolio del 18% nelle ultime ore, a seguito della tregua annunciata dal governo americano, i listini dei carburanti alla pompa non solo non calano in maniera proporzionale, ma continuano a salire.
La sproporzione tra quotazioni del greggio e prezzo alla pompa
Il forte divario tra il calo delle quotazioni del petrolio e il modesto ribasso dei prezzi alla pompa è dovuto a diversi fattori. Gli esperti spiegano che il mercato industriale dei carburanti è distinto da quello del petrolio greggio e che al costo industriale si aggiungono costi di logistica, trasporto e obblighi di miscelazione con biocarburanti. Inoltre, le compagnie potrebbero non voler svalutare prodotti acquistati in precedenza a prezzi più alti.
Le imposte incidono significativamente: attualmente le accise sulla benzina rappresentano circa il 60% del prezzo finale, mentre per il gasolio la quota è del 56,2%. Il Codacons evidenzia come, se il ribasso del petrolio si trasferisse integralmente alle pompe, un litro di benzina costerebbe poco più di 1,4 euro e il gasolio circa 1,33 euro, con un risparmio di circa 36 centesimi al litro per la benzina e 29 centesimi per il gasolio rispetto ai prezzi attuali.
Questa situazione penalizza fortemente gli automobilisti, che vedono i prezzi rimanere elevati nonostante la riduzione del prezzo del greggio, con un impatto significativo sul bilancio familiare e sui costi aziendali.



