Roma, 20 gennaio 2026 – Il Consiglio dei Ministri ha deciso di rinviare la nomina del nuovo presidente della Consob, la Commissione nazionale per le società e la borsa, la cui carica attuale scade l’8 marzo prossimo. La decisione è maturata dopo un confronto politico all’interno della maggioranza di governo, che ha evidenziato diverse perplessità sulla designazione del sottosegretario all’Economia, Federico Freni, come possibile candidato alla presidenza dell’Autorità di vigilanza.
Consob, le tensioni politiche sulla nomina
Secondo quanto emerso nelle ore precedenti il Consiglio dei Ministri, Forza Italia ha manifestato le prime riserve sulla candidatura di Freni. Il deputato azzurro Raffaele Nevi ha sottolineato come la scelta di un esponente politico per la presidenza della Consob non sia mai stata pienamente condivisa nel proprio partito, rimandando la questione alla gestione del leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Anche Fratelli d’Italia, attraverso il deputato Marco Osnato, ha riconosciuto le competenze di Freni, evidenziando però la sua importanza come figura chiave nel Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
In questo contesto, è arrivato il sostegno esplicito del segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha definito Freni “un bravissimo sottosegretario dell’economia” capace di ricoprire con efficacia ruoli di rilievo. A favore di Freni si è espresso anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che ha invitato a evitare “veti pregiudiziali” in un momento complesso per l’economia italiana, sottolineando come “non sempre i tecnici si dimostrano migliori”.

Il congelamento della decisione e il tema dell’indipendenza
Durante la riunione del Consiglio dei Ministri, durata circa venti minuti, Forza Italia ha ribadito la propria posizione, ponendo l’accento sulla necessità che il futuro presidente della Consob sia una figura indipendente. Alcuni esponenti dell’esecutivo hanno evidenziato il possibile rischio di rilievi da parte della Corte dei conti sulla nomina di un politico a capo dell’Autorità. È stata anche valutata l’ipotesi di nominare Freni come componente della Commissione, rinviando invece la sua candidatura alla presidenza.
Alla luce di queste tensioni e delle richieste di approfondimento sul requisito di indipendenza imprescindibile per il ruolo, il governo ha deciso di congelare la nomina e rimandare ogni decisione a un momento successivo.
Questa scelta arriva in un momento in cui il governo sta portando avanti una riforma organica del mercato dei capitali, approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nell’ottobre 2025, che prevede anche una razionalizzazione delle competenze tra la Consob e la Banca d’Italia in materia di vigilanza, rafforzando l’importanza di figure di garanzia e imparzialità negli organi di controllo.
Il confronto politico sulla guida della Consob rappresenta dunque uno snodo cruciale non solo per il futuro dell’Autorità, ma anche per il percorso di riforma del sistema finanziario italiano, in un contesto economico internazionale ancora segnato da tensioni e incertezze.






