Chi siamo
Redazione
venerdì 9 Gennaio 2026
  • Login
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Login
No Result
View All Result
Home Economia

Come richiedere il ricalcolo della pensione all’Inps: chi può davvero aumentarla e quando conviene

Nuove regole sulle pensioni nel 2026: stretta sulle uscite anticipate, rischi di assegni più bassi per chi lavora oltre i requisiti e opportunità con la neutralizzazione dei contributi

by Marco Viscomi
8 Gennaio 2026
Aumenti

Arrivano gli aumenti per le pensioni. La lista completa-alanews.it

Roma, 8 gennaio 2026 – Pensione, in Italia il panorama continua a evolversi, con nuove disposizioni che incidono in modo significativo sulle modalità di uscita dal mondo del lavoro e sull’importo degli assegni pensionistici. Nel 2026, infatti, si registra una stretta sulle uscite anticipate, con l’obiettivo di rendere più sostenibile il sistema previdenziale pubblico e di fronteggiare le sfide demografiche e finanziarie. Tra le novità di rilievo, emerge un fenomeno paradossale: lavorare più a lungo può talvolta tradursi in un assegno pensionistico più basso, soprattutto quando gli ultimi anni di carriera sono caratterizzati da redditi inferiori rispetto al passato.

La stretta sulle uscite anticipate e il paradosso della pensione più bassa

Le riforme pensionistiche degli ultimi anni hanno progressivamente irrigidito i requisiti per accedere alla pensione anticipata, spingendo molti lavoratori a prolungare l’attività lavorativa oltre la maturazione del diritto a percepire l’assegno. Tuttavia, questo prolungamento può avere risvolti inattesi. Se negli ultimi anni di lavoro il reddito è diminuito a causa di contratti part-time, mansioni meno remunerate o periodi di lavoro discontinuo, l’importo della pensione calcolata con il metodo retributivo o misto può subire una riduzione. Questo perché il calcolo della pensione, in questi casi, si basa sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro, e un calo salariale in questa fase incide negativamente sull’ammontare finale.

Questo effetto paradossale rischia di penalizzare chi, seppur ancora in attività dopo aver raggiunto i requisiti pensionistici, si ritrova con un assegno inferiore rispetto a chi è andato in pensione prima. Per contrastare questa situazione, è possibile ricorrere a un istituto giuridico noto come neutralizzazione dei contributi.

INPS: allarme pensione
INPS: allarme pensione | Pixabay @Rafmaster – alanews

Pensione, neutralizzazione dei contributi: come funziona e a chi spetta

La neutralizzazione dei contributi è un meccanismo riconosciuto dalla giurisprudenza e confermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 82 del 2017, e recentemente esteso dalla Corte di Cassazione nel 2024 anche ai pensionati anticipati che abbiano raggiunto l’età della pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni). Questo strumento consente, a determinate condizioni, di chiedere all’INPS il ricalcolo della pensione escludendo dal computo alcuni contributi versati negli ultimi anni di lavoro, se risultano penalizzanti per l’importo dell’assegno.

Il principio sottostante è quello di evitare che periodi lavorativi successivi alla maturazione del diritto pensionistico, caratterizzati da redditi più bassi, abbiano un effetto negativo sull’entità della pensione. La neutralizzazione si applica esclusivamente alle pensioni calcolate, anche parzialmente, con il metodo retributivo o misto, mentre è esclusa per le pensioni calcolate interamente con il metodo contributivo, dove il calcolo si basa sul montante complessivo dei contributi versati e sull’età di accesso alla pensione.

Importante è la tempistica: la richiesta di neutralizzazione può essere avanzata solo dopo aver compiuto 67 anni, per i pensionati anticipati, e riguarda esclusivamente i contributi versati negli ultimi cinque anni di carriera. Contributi più lontani nel tempo, anche se associati a retribuzioni più basse, non possono essere esclusi dal calcolo.

La domanda di ricostituzione della pensione deve essere presentata all’INPS con una precisa indicazione dei periodi per i quali si richiede l’esclusione e deve essere corredata da documenti attestanti il calo retributivo. Qualora la richiesta venga accolta, il ricalcolo produce effetti retroattivi, con un aumento stabile dell’assegno pensionistico, eliminando così l’effetto distorsivo degli ultimi anni di carriera.

Aspetti normativi e esclusioni rilevanti

Tra gli aspetti meno noti, vi è la gestione automatica da parte dell’INPS dei contributi figurativi legati ai periodi di disoccupazione coperti da Naspi, che non incidono sulla media retributiva e quindi non necessitano di specifiche richieste di neutralizzazione. Al contrario, le riduzioni di reddito derivanti da contratti part-time o da lavori meno remunerativi rientrano nella casistica che può beneficiare della neutralizzazione, ma solo su domanda dell’interessato.

Sono esclusi dalla possibilità di neutralizzazione:

  • I pensionati con trattamento calcolato interamente con il metodo contributivo;
  • Coloro che necessitano di tutti i contributi per raggiungere il diritto alla pensione;
  • Chi richiede l’esclusione di periodi non collocati negli ultimi cinque anni di lavoro.

Il principio giuridico è chiaro: non si possono escludere contributi essenziali per il diritto alla pensione, ma solo quelli che, una volta maturata la pensione di vecchiaia, risultano superflui e penalizzanti.

Il sistema pensionistico pubblico in Italia: quadro aggiornato

Il sistema previdenziale italiano, gestito principalmente dall’INPS, si basa su un modello a ripartizione, finanziato attraverso i contributi obbligatori versati dai lavoratori e dai datori di lavoro, integrati da trasferimenti fiscali per garantire la sostenibilità finanziaria. La pensione rappresenta una rendita vitalizia concessa a tutela del rischio di longevità, invalidità o altre condizioni di bisogno, secondo quanto previsto dall’art. 38 della Costituzione italiana.

Nel corso degli anni, l’assetto normativo ha introdotto diverse tipologie: pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, pensione di reversibilità, oltre a specifiche forme come la pensione di guerra e indennità di invalidità. L’accesso alle prestazioni è regolato da requisiti minimi di età e contributi, con l’età pensionabile attuale fissata a 67 anni per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 6 mesi di contributi per la pensione anticipata.

La Corte costituzionale, organo di garanzia della conformità delle leggi alla Costituzione, continua a svolgere un ruolo centrale nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme pensionistiche, assicurando il rispetto dei principi di equità e sostenibilità del sistema previdenziale.

Tags: Pensione

Related Posts

Pensioni gennaio 2026
Economia

Pensioni gennaio 2026: ecco quando arriveranno i pagamenti

2 Gennaio 2026
Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti
Cronaca

Giorgetti: “Stop aumento dell’età pensionabile? Vedremo nel 2026”

29 Dicembre 2025
Un uomo calcola la pensione
Economia

Pensione anticipata, dal 2032 si allunga la finestra: tempi più lunghi per l’uscita dal lavoro

16 Dicembre 2025
Un uomo calcola la pensione
Economia

Stipendi miseri e pensione solo a 71 anni per 1,1 milioni di precari e autonomi: il paradosso dell’Inps

4 Dicembre 2025
INPS: allarme pensione
Cronaca

Ocse: età pensionistica verso i 70 anni in Italia

28 Novembre 2025
Pensioni anticipate 2027
Politica

Pensioni, Opzione Donna verso la proroga: tutte le novità per le donne

21 Novembre 2025

Articoli recenti

  • Accordo Ue-Mercosur, Merz: “Tappa storica per la politica commerciale e la sovranità europea”
  • Sorrentino presenta il fim ‘La grazia’: “Spero si riporti attenzione sul tema dell’eutanasia”
  • Sorrentino presenta “La grazia”: “Serve nuova attenzione sul tema dell’eutanasia e sulla politica”
  • Il Regno Unito contro X: “Limitare Grok agli abbonati non tutela le vittime dei deepfake”
  • Ciclisti morti sulle strade: nel 2025 numeri horror

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
×
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Chi siamo
  • Redazione

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.