Caro carburanti, il diesel ha superato quota 2,1 euro al litro. Un prezzo che pesa come un macigno su chi ogni giorno affronta la strada, che sia per lavoro o per necessità. Il governo ha prolungato il taglio delle accise fino al primo maggio, una mossa pensata per dare un po’ di respiro a famiglie e aziende. Eppure, non basta. I prezzi continuano a salire, spingendo chi si muove con motori diesel verso una crisi sempre più profonda. Le associazioni dei consumatori alzano la voce, chiedendo interventi più incisivi. Intanto, le autorità intensificano i controlli per fermare speculazioni e abusi che aggravano una situazione già complicata.
Carburanti, il taglio delle accise non basta
Il Consiglio dei ministri del 3 aprile ha deciso di prorogare il taglio delle accise sui carburanti fino al primo maggio. Inizialmente previsto fino al 7 aprile, il provvedimento riduce le tasse di circa 20 centesimi al litro, con un risparmio finale per gli automobilisti attorno ai 24 centesimi grazie anche alla minore IVA applicata. Un intervento importante, ma che per ora non ferma la corsa dei prezzi.
Oltre a questo, il decreto estende i crediti d’imposta per il gasolio usato da tir e pescherecci anche al settore agricolo, riconoscendo la difficoltà di questo comparto alle prese con costi energetici in aumento. Sono stati inseriti anche aiuti per le imprese esportatrici, penalizzate dalle tensioni internazionali legate alla guerra in Iran.
Il costo stimato per finanziare la proroga è di circa 500 milioni di euro, coperti in parte dalle tasse sulle emissioni e in parte dall’aumento dell’IVA.
Carburanti: prezzi ancora in rialzo, il diesel fa più male
I dati del Ministero dell’Industria aggiornati al 4 aprile mostrano un quadro in peggioramento. La benzina self service ha raggiunto in media 1,777 euro al litro, in leggero aumento rispetto a ieri. Il diesel invece ha toccato quota 2,130 euro, in crescita rispetto ai 2,096 euro di venerdì.
Senza il taglio delle accise, questi aumenti sarebbero stati ancora più pesanti. Ma chi usa gasolio lo sente di più: l’Unione Nazionale Consumatori segnala che ormai in tutta Italia il diesel supera i 2,1 euro al litro, anche in regioni dove fino a poco fa era più contenuto.
In alcune zone i prezzi sono molto altalenanti: sulle autostrade il diesel è addirittura calato rispetto a qualche settimana fa, mentre la benzina rimane tra i più cari. Segno di un mercato ancora molto volatile e senza una vera discesa.
Le regioni con i prezzi del diesel più alti sono Bolzano, Calabria e Liguria, dove il costo pesa non poco anche su chi fino a oggi era meno colpito.
Pasqua 2026: la stangata sulle strade pesa sulle famiglie
Le vacanze pasquali quest’anno si fanno sentire anche sul portafoglio. Il Codacons stima un aumento complessivo di 1,3 miliardi di euro sui rifornimenti rispetto alla Pasqua 2025.
L’incremento più marcato riguarda il gasolio, salito del 30,2% rispetto all’anno scorso. La benzina invece tiene un aumento più contenuto, +2,7%, grazie al nuovo sistema di tassazione. Va ricordato che circa il 40% dei 60 milioni di veicoli in circolazione durante le feste usa diesel, mentre il 41,4% gira a benzina, rendendo il costo del gasolio decisivo per le spese di viaggio.
Assoutenti ha fatto i conti per alcune tratte lunghe: per un pieno di diesel andata e ritorno si può superare quota 300 euro. Per esempio, andare da Milano a Catania costa in media 312 euro , da Torino a Reggio Calabria 317 euro e da Torino a Palermo addirittura 370 euro.
Rispetto al 2025, si tratta di aumenti importanti: quasi 90 euro in più sulla Torino-Palermo, oltre 70 euro in più sulle altre due tratte. Situazione simile anche su percorsi come Bolzano-Lecce e Genova-Catanzaro, dove le spese sono cresciute sensibilmente.
Stretta sui distributori: controlli e denunce non bastano
Con il rincaro legato alla crisi in Medio Oriente, il Ministero dell’Industria ha intensificato i controlli per evitare speculazioni e abusi nei prezzi dei carburanti. Da quando è scoppiata la crisi iraniana sono stati ispezionati quasi 2.000 impianti e denunciati oltre cento soggetti per varie irregolarità.
La Guardia di Finanza ha fatto numerosi sequestri nei distributori più a rischio, intervenendo per tutelare consumatori e concorrenza.
Nonostante questo, i prezzi restano su livelli alti, con aumenti che in alcune zone sembrano ormai strutturali. La difficoltà a contenere i costi alla pompa è evidente.
L’Unione Nazionale Consumatori chiede un taglio differenziato delle accise tra benzina e gasolio, pur rispettando il vincolo europeo sull’allineamento fiscale. Una richiesta finora ignorata che mette in luce la spaccatura nelle politiche sui carburanti e la difficile situazione di chi usa veicoli diesel.
La partita è ancora aperta. Nel frattempo, gli italiani continuano a fare i conti con prezzi alle stelle, cercando di adattarsi a un mercato sempre più incerto e complicato.






