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Home Economia

Bonus mamme INPS: perché i soldi non sono arrivati (e come recuperarli entro il 31 gennaio 2026)

L’INPS ha aggiornato il servizio per consentire domande integrative e correzioni: ecco chi può farle, dove controllare l’esito e come evitare che restino mesi “scoperti”.

by Vittorio De Bellaro
22 Gennaio 2026
Bonus mamme

Se nel 2025 avevi i requisiti ma non hai ricevuto il bonus mamme (o ti manca qualche mensilità), puoi integrare la domanda o sistemare i dati tramite il servizio “Nuovo Bonus mamme”. La scadenza chiave è 31 gennaio 2026: entro quella data puoi inviare l’integrazione e l’INPS completa anche ulteriori lavorazioni sulle pratiche rimaste bloccate ai controlli automatici.

In sintesi

  • Il bonus 2025 vale 40 euro al mese fino a 12 mensilità (massimo 480 euro).

  • È pagato in unica soluzione: a dicembre 2025 oppure, per alcune pratiche, entro febbraio 2026.

  • Se hai avuto pagamenti mancanti/parziali puoi inviare una domanda integrativa entro il 31 gennaio 2026.

  • La verifica si fa dal Fascicolo previdenziale e dal servizio Nuovo Bonus mamme (dove puoi anche aggiornare le modalità di pagamento).

Perché alcune domande non sono state pagate (o solo in parte)

Il punto non è “il bonus è sparito”, ma la lavorazione della pratica: con un volume alto di richieste possono verificarsi casi in cui alcuni mesi risultano non agganciati correttamente ai requisiti, oppure la domanda non supera i primi controlli automatici. Proprio per questo l’INPS ha aperto una finestra operativa: chi ha già inviato la domanda può aggiungere i mesi mancanti, e chi è rimasto bloccato può controllare gli esiti e aggiornare i dati (soprattutto quelli di pagamento).

Chi può fare (ancora) l’integrazione per il bonus mamme: i casi ammessi

In pratica, puoi muoverti se rientri in uno di questi scenari:

  1. Hai presentato domanda, ma non hai ricevuto nulla
    Magari la domanda risulta “in lavorazione”, “respinta” per motivi tecnici, oppure manca un passaggio.

  2. Hai ricevuto il bonus solo per alcuni mesi
    È il caso più frequente: i requisiti erano presenti per più mesi del 2025, ma l’accredito copre solo una parte.

  3. Hai maturato i requisiti dopo il 9 dicembre 2025 (ma entro il 31 dicembre 2025)
    In questo caso la scadenza operativa si estende alla finestra del 31 gennaio 2026.

  4. La domanda presentata entro il 9 dicembre 2025 non ha superato i controlli automatici
    L’INPS ha previsto ulteriori lavorazioni entro fine gennaio, e nel frattempo puoi verificare esiti e dati nel servizio dedicato.

Come controllare lo stato e inviare la domanda integrativa per il bonus mamme sul sito INPS

Se vuoi farlo in modo “pulito”, l’ordine giusto è questo:

1) Controlla il Fascicolo previdenziale del cittadino
Cerca la pratica collegata al “Nuovo Bonus mamme” e leggi: esito, motivazioni, mesi riconosciuti, eventuali richieste di integrazione.

2) Entra nel servizio “Nuovo Bonus mamme”
Dal sito INPS il percorso più lineare (quando navighi per categorie) è:
Sostegni, Sussidi e Indennità → Esplora → Per genitori → Vedi tutti i servizi → Nuovo Bonus mamme.

3) Verifica gli esiti e i mesi conteggiati
Qui capisci subito se ti mancano mensilità e se l’INPS ti sta chiedendo qualcosa (o se semplicemente la pratica non è stata completata).

4) Invia l’integrazione per i mesi mancanti (se disponibile)
L’istanza integrativa serve proprio a “recuperare” i mesi non inclusi nella prima domanda.

5) Aggiorna o ricontrolla le modalità di pagamento
Sembra banale, ma è spesso il dettaglio che evita ulteriori ritardi (IBAN o modalità di accredito non aggiornate/incongruenti).

6) Se hai difficoltà, CAF e patronato restano la via più rapida
Soprattutto se ci sono anomalie nei dati o vuoi evitare errori formali: è un bonus “semplice”, ma basta poco per far slittare una lavorazione.

Scadenza: tutto ciò va fatto entro il 31 gennaio 2026.

Cosa cambia nel 2026: importo più alto e regole da tenere d’occhio

Qui la notizia è positiva: il bonus viene rafforzato nel 2026. La cornice attesa è:

  • 60 euro al mese, fino a 720 euro annui;

  • misura non imponibile e non rilevante ai fini ISEE;

  • su domanda all’INPS;

  • per lavoratrici dipendenti (escluso lavoro domestico) e autonome, con reddito da lavoro entro una soglia definita dalla norma.

Occhio però a un punto che spesso viene confuso: esistono altre agevolazioni (ad esempio l’esonero contributivo per alcune categorie di lavoratrici madri) che possono rendere alternativa la strada “bonus” rispetto allo “sgravio”, a seconda del tuo profilo lavorativo e familiare. Tradotto: nel 2026 conviene capire quale misura ti si applica davvero, prima di fare la domanda.

Domande e risposte

Entro quando posso recuperare i mesi non pagati del 2025?
Entro 31 gennaio 2026, tramite domanda integrativa o correzione della pratica.

Quanto vale il bonus mamme 2025?
40 euro per mese di attività lavorativa nel 2025, fino a 12 mesi (massimo 480 euro).

Quando arrivano i soldi se la domanda viene sistemata ora?
Per le domande non liquidate a dicembre 2025 e presentate entro i termini, il pagamento può arrivare entro febbraio 2026 (tempistiche tecniche permettendo).

Serve l’ISEE?
Per questa misura conta il reddito da lavoro (secondo le regole della prestazione). L’ISEE non è il parametro centrale della domanda.

Posso fare tutto da sola o devo andare al patronato?
Puoi farlo online, ma se vedi esiti “strani”, mesi mancanti senza motivo o dati da correggere, CAF/patronato spesso fanno risparmiare tempo.

Il bonus 2026 sarà automatico?
No: l’impostazione è su domanda (quindi va richiesto con la procedura che l’INPS renderà disponibile).

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