Roma, 22 febbraio 2026 – Nel corso del 2026, il Governo italiano ha confermato e ampliato le misure di sostegno per le famiglie maggiormente colpite dall’aumento dei costi energetici, con particolare attenzione al bonus bollette per l’energia elettrica, un aiuto economico fondamentale per mitigare l’impatto dei rincari sulle utenze domestiche. La misura, approvata con decreto e gestita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), coinvolge circa 2,64 milioni di italiani, secondo le ultime stime.
I requisiti e il funzionamento del bonus bollette da 115 euro
Il bonus bollette da 115 euro è riservato alle famiglie con un ISEE annuo non superiore a 10.000 euro per nuclei con fino a tre figli a carico; tale limite si estende a 20.000 euro per famiglie con almeno quattro figli. Questo contributo si aggiunge al bonus sociale ordinario, che può arrivare fino a 200 euro, portando così il totale degli aiuti per il 2026 fino a 315 euro. La procedura di erogazione è automatica per i beneficiari del bonus sociale, grazie a una delibera di ARERA che riconosce il contributo senza necessità di presentare domanda.
Ulteriori incentivi sono previsti per nuclei con ISEE fino a 25.000 euro, i quali possono accedere a uno sconto volontario di almeno 60 euro, riconosciuto direttamente dai fornitori di energia elettrica, in un’ottica di inclusività delle misure di sostegno.
Novità e criticità: il ruolo del Ministro Pichetto Fratin e le critiche politiche
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato l’efficacia delle misure nel ridurre fino al 50% i costi medi delle bollette per le famiglie vulnerabili, evidenziando il ruolo delle politiche governative nel contenimento dei prezzi energetici. Tuttavia, non mancano critiche da parte delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori. Il Movimento 5 Stelle ha definito il contributo “una presa in giro”, lamentando un taglio rispetto agli aiuti precedenti e contestando la trasparenza delle norme. Anche l’Adoc ha espresso insoddisfazione per la chiarezza e la portata del decreto, richiedendo maggiori informazioni per i cittadini.
Misure complementari e consigli per i consumatori
Parallelamente ai bonus, si ricorda che per chi non rientra nei parametri di reddito più bassi esistono altre opportunità di risparmio, tra cui il cambio di fornitore di energia nel mercato libero. Secondo l’Osservatorio di Switcho, questa scelta può portare a risparmi fino a 360 euro annui, senza costi aggiuntivi. Tale opzione rappresenta un’alternativa concreta per le famiglie che non possono accedere al bonus ma desiderano contenere i costi delle utenze.
Inoltre, il bonus sociale per disagio fisico rimane una misura importante, con importi variabili tra 168 e 544 euro annui, destinata a chi necessita di apparecchi elettromedicali, da richiedere tramite certificazione ASL e domanda presso il Comune o un CAF.
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni e le attività di informazione promosse da ARERA e Codacons, si punta a garantire che i beneficiari possano usufruire pienamente dei contributi, evitando che la complessità burocratica limiti l’accesso agli aiuti previsti.

