Roma, 4 febbraio 2026 – È stato confermato per il 2026 il Bonus Anziani rivolto agli over 80 non autosufficienti, una misura cruciale per sostenere economicamente le famiglie che si prendono cura di persone anziane con grave bisogno di assistenza. Il Decreto Legislativo n. 29 del 15 marzo 2024, noto come Decreto Anziani, ha introdotto un’importante novità nel panorama delle prestazioni sociali, con un assegno universale che si affianca all’indennità di accompagnamento, offrendo un contributo mensile complessivo pari a 1381,76 euro.

Importo e requisiti del Bonus Anziani 2026
Il Bonus Anziani da 850 euro, attivo dal 1° gennaio 2025 e confermato fino al 31 dicembre 2026, si articola in due componenti fondamentali: l’indennità di accompagnamento, che ammonta a 531,76 euro mensili, e un assegno aggiuntivo di 850 euro mensili, per un totale di 1381,76 euro a sostegno delle famiglie.
Per poter accedere a questa prestazione è necessario rispettare alcuni requisiti stringenti. In particolare, la persona da assistere deve avere almeno 80 anni, essere riconosciuta in una condizione di bisogno assistenziale gravissimo, avere diritto all’indennità di accompagnamento e possedere un ISEE sociosanitario inferiore a 6.000 euro. Questo indicatore tiene conto della situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare, escludendo però l’indennità di accompagnamento dal computo del reddito.
La misura è stata finanziata per il biennio 2025-2026 con un budget complessivo di 250 milioni di euro, a testimonianza dell’impegno del governo nel rafforzare il sistema di supporto agli anziani.
Modalità di utilizzo e presentazione della domanda
Il bonus può essere utilizzato esclusivamente per retribuire il lavoro di cura e assistenza svolto da operatori domestici regolarmente assunti con contratto di lavoro, oppure per acquistare servizi sociosanitari qualificati offerti da imprese e professionisti specializzati, come assistenza domiciliare professionale, cure personalizzate e supporto nelle attività quotidiane.
La domanda per ottenere il bonus deve essere presentata online sul sito dell’INPS, utilizzando lo SPID personale o quello della persona da assistere, oppure tramite patronati abilitati. La documentazione necessaria comprende la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per il calcolo dell’ISEE, la certificazione del bisogno assistenziale gravissimo e la prova della titolarità dell’indennità di accompagnamento. Una volta raccolti i documenti, è possibile accedere alla sezione dedicata “Anziani – Prestazione Universale” e completare la domanda.
L’INPS ha inoltre istituito un sistema di controlli rigoroso per garantire la corretta fruizione del bonus, che prevede verifiche periodiche sui requisiti, controlli sulla regolarità dei contratti di lavoro domestico e monitoraggi delle prestazioni offerte dalle imprese specializzate. In caso di irregolarità, la prestazione aggiuntiva può essere revocata, mentre l’indennità di accompagnamento rimane garantita.
Difficoltà e dubbi frequenti nella gestione del bonus
Non mancano però le criticità segnalate dagli utenti. Diverse famiglie hanno denunciato ritardi nell’erogazione delle somme, con pratiche che restano in stato “presentata” anche a oltre 60 giorni dalla domanda, senza ricevute comunicazioni ufficiali da parte di INPS. Questo ha generato incertezza e richieste di chiarimenti, spesso difficili da ottenere, aggravando la situazione di chi già si trova in condizioni di fragilità.
Un ulteriore nodo riguarda l’assunzione di caregiver familiari. Sebbene sia possibile stipulare contratti di lavoro domestico anche con parenti entro il terzo grado, l’INPS valuta con attenzione questi rapporti per evitare che si tratti di semplice assistenza gratuita non retribuita. In particolare, i contratti tra coniugi sono generalmente rifiutati, salvo casi particolari come l’assistenza a invalidi gravi o ciechi civili. La presenza di un rapporto di lavoro effettivo, con compenso reale e tracciabile, è un requisito imprescindibile per accedere al bonus.
Un caso emblematico è quello di nuclei familiari con due pensioni minime, come una pensione personale e una reversibilità, che spesso superano la soglia ISEE nonostante i redditi modesti, risultando così esclusi dalla prestazione universale. Questa situazione ha sollevato critiche da parte di associazioni di categoria e potrebbe essere oggetto di future revisioni normative.
Supporto e canali informativi
Per agevolare l’accesso alla prestazione, l’INPS ha attivato diversi strumenti di assistenza: sportelli dedicati presso gli uffici territoriali, consulenze telefoniche, supporto tramite patronati e guide online aggiornate. È consigliabile rivolgersi a questi canali per ricevere informazioni puntuali sulla documentazione richiesta e sulle procedure da seguire, oltre a verificare eventuali aggiornamenti sulle tempistiche di erogazione.
Le famiglie interessate sono invitate a monitorare attentamente il proprio ISEE e a verificare l’esattezza della documentazione presentata, poiché anche lievi variazioni possono influire sull’accesso al bonus. In casi di patologie o difficoltà a muoversi, è possibile richiedere visite domiciliari al medico di base per ottenere certificazioni necessarie alla domanda.
Il Bonus Anziani 2026 si conferma quindi come uno strumento fondamentale per sostenere gli anziani con gravi necessità assistenziali e le loro famiglie, integrando il sistema delle prestazioni sociali con risorse finanziarie importanti e servizi qualificati di assistenza domiciliare.






