Roma, 3 febbraio 2026 – L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha fornito un aggiornamento dettagliato sull’andamento dell’Assegno di Inclusione (Adi), strumento che dal 2024 ha sostituito il Reddito di cittadinanza. Nel dicembre scorso, circa 647mila famiglie hanno ricevuto l’Adi con un importo medio di 697 euro, mentre complessivamente nel 2025 sono state 833mila le famiglie beneficiarie di almeno un pagamento.
Distribuzione territoriale e importi medi dell’Assegno di Inclusione
I dati INPS evidenziano una significativa concentrazione delle erogazioni nel Mezzogiorno. Nel solo territorio della provincia di Napoli, a dicembre, più di 101mila persone hanno usufruito dell’Assegno di Inclusione, con un importo medio di 772 euro e una spesa totale che ha superato i 78 milioni di euro, superando così l’intero Nord Italia, dove sono state 116.382 le famiglie beneficiarie con un assegno medio inferiore (625 euro). Nel Sud e nelle Isole, a dicembre, il beneficio ha coinvolto 447.973 famiglie (pari al 69,29% del totale), interessando 1.113.075 persone, con un assegno medio di 722 euro per nucleo familiare. La spesa complessiva erogata al Sud ha superato il 70% del totale nazionale.
Nel periodo compreso tra gennaio 2024 e dicembre 2025, l’Adi è stato erogato ad almeno una mensilità a 935.675 nuclei familiari, coinvolgendo oltre 2,2 milioni di persone.
Supporto alla formazione e lavoro: beneficiari e importi aggiornati
L’INPS ha aggiornato anche i dati relativi al Supporto alla formazione lavoro, misura volta alla riqualificazione e formazione dei beneficiari. A dicembre 2025, i beneficiari mensili sono stati 84.815, mentre da settembre 2023, almeno una mensilità è stata erogata a 228mila persone. L’importo mensile è stato incrementato a 500 euro nel 2025, rispetto ai 350 euro precedenti. Le mensilità erogabili possono arrivare fino a un massimo di dodici, prorogabili per ulteriori dodici in presenza di specifiche condizioni.
Modifiche normative e caratteristiche dei nuclei beneficiari
Con la legge di bilancio 2025, sono state innalzate le soglie di ISEE e reddito familiare per l’accesso all’Adi, oltre a introdurre l’attribuzione d’ufficio del coefficiente della scala di equivalenza legato al carico di cura, qualora siano soddisfatti i requisiti previsti. Per i nuclei che richiedono il rinnovo dopo le prime 18 mensilità, è previsto un contributo straordinario aggiuntivo, pari all’importo della prima mensilità di rinnovo e comunque non superiore a 500 euro.
A dicembre 2025, tra i 646.563 nuclei che hanno ricevuto l’assegno, erano presenti minori in 238mila casi, disabili in 258mila, persone di almeno 60 anni in 338mila, mentre in 12mila nuclei erano presenti persone in condizioni di svantaggio. I nuclei con carichi di cura ammontavano a 234mila, con una prevalenza femminile tra i beneficiari, che rappresentano il 63% del totale.
L’INPS conferma così un quadro di sostegno sociale orientato prevalentemente verso le famiglie del Sud, con una forte attenzione alle condizioni di vulnerabilità e al supporto alla formazione lavorativa.






