Milano, 2 aprile 2026 – Nuove eccezionali scoperte archeologiche hanno portato alla luce i dadi da gioco più antichi al mondo, risalenti a oltre 12.000 anni fa. Questi straordinari manufatti, rinvenuti in siti americani, sono stati utilizzati da gruppi di nativi americani cacciatori-raccoglitori alla fine dell’ultima era glaciale, anticipando di millenni la produzione di dadi nel Vecchio Mondo. La scoperta è frutto di uno studio pubblicato sulla rivista American Antiquity dall’antropologo Robert Madden, della Colorado State University.
I dadi binari dei nativi americani: un gioco antico di 12.000 anni
Secondo Madden, «gli storici hanno tradizionalmente considerato i dadi e la probabilità come invenzioni del Vecchio Mondo». Tuttavia, le evidenze archeologiche dimostrano che gli antichi nativi americani realizzavano intenzionalmente oggetti per generare risultati casuali, usandoli in giochi regolamentati molto prima di quanto ritenuto finora. I dadi più antichi provengono da siti della California, come Folsom, e sono datati tra i 12.200 e 12.800 anni fa. A differenza dei moderni dadi cubici, si tratta di dadi binari, con solo due facce, realizzati in osso e contraddistinti da segni o colorazioni che indicavano i due possibili risultati analogamente a una moneta testa o croce.
Questi dadi venivano lanciati in gruppi su superfici di gioco e il punteggio era determinato dal numero di dadi che mostravano la faccia di conteggio rivolta verso l’alto. Madden sottolinea come questi reperti siano fondamentali per comprendere le origini del pensiero probabilistico umano: «Non dimostrano che i cacciatori-raccoglitori applicassero formalmente la teoria della probabilità, ma sfruttavano regolarità probabilistiche in modo intenzionale e ripetibile».
Il contesto storico
Questa scoperta si inserisce nel più ampio panorama dei giochi antichi, dove spicca il gioco reale di Ur, originario della Mesopotamia e risalente al III millennio a.C. Ritrovato negli anni ’20 da Leonard Woolley negli scavi di Ur, questo gioco da tavolo prevedeva l’uso di dadi tetraedrici e pedine, rappresentando una delle prime forme di gioco con elementi di aleatorietà e strategia. La diffusione del gioco reale di Ur e sue varianti testimonia l’importanza culturale e sociale dei giochi d’azzardo nelle antiche civiltà, dalla Mesopotamia all’Iran, fino all’Egitto.
I giochi basati su dadi hanno quindi radici antichissime e sono strettamente connessi alle prime società umane, dimostrando come il concetto di casualità abbia da sempre affascinato e coinvolto l’uomo in attività ludiche e rituali. La recente scoperta dei dadi binari dei nativi americani amplia la nostra comprensione di questa storia millenaria, spostando indietro nel tempo le origini del gioco e del calcolo della probabilità.






