Nel cuore delle maestose Alpi, nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, una straordinaria scoperta paleontologica riporta alla luce un affascinante capitolo del passato: migliaia di orme di dinosauro risalenti a oltre 210 milioni di anni fa, quando l’attuale paesaggio alpino era una vasta laguna calda e fangosa. Questo ritrovamento eccezionale è stato annunciato dalle autorità di Regione Lombardia in collaborazione con il paleontologo Cristiano Dal Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano, che lo definisce come la più grande “valle dei dinosauri” delle Alpi e tra i siti più importanti a livello mondiale.
Un viaggio nel tempo attraverso le impronte fossili
Le impronte di dinosauro scoperte si estendono su pareti di dolomia quasi verticali e formano piste lunghe centinaia di metri. Queste tracce sono così ben conservate da mostrare dettagli finissimi come segni di dita e artigli, offrendo un quadro vivido sugli spostamenti di branchi di grandi erbivori dal collo lungo, identificati probabilmente come plateosauri. Questi animali, appartenenti al gruppo dei dinosauri sauropodomorfi, percorrevano queste zone in branchi numerosi, lasciando testimonianze eccezionali della loro presenza nel Triassico superiore.
L’importanza di questo sito non si limita alla quantità di impronte, ma anche alla qualità e all’estensione territoriale: si tratta di un vero e proprio “museo a cielo aperto” che offre agli studiosi e al pubblico l’opportunità di osservare da vicino una delle epoche più cruciali dell’evoluzione dei dinosauri.

I dinosauri: dominatori del Mesozoico
I dinosauri, appartenenti al clado Dinosauria, comparvero circa 230 milioni di anni fa nel supercontinente Gondwana, nella zona corrispondente all’odierna America meridionale. Questi rettili diapsidi si diversificarono rapidamente e dominarono gli ecosistemi terrestri per tutta l’era mesozoica, fino alla loro estinzione di massa alla fine del Cretaceo. Attualmente, il clade Dinosauria è rappresentato dagli uccelli, discendenti diretti dei teropodi.
Le specie ritrovate nel Parco dello Stelvio appartengono a dinosauri erbivori di grandi dimensioni, bipedi o semibipedi, che si distinguevano per il lungo collo e una grande massa corporea. La scoperta delle orme testimonia anche che questi animali avevano un’attività sociale complessa, spostandosi in gruppi numerosi, mentre la qualità delle impronte suggerisce un adattamento a un ambiente fangoso e acquitrinoso.






