Roma, 4 marzo 2026 – Un recente studio condotto dall’Università di York ha svelato nuovi dettagli sulla cucina dei primi europei, risalenti a un periodo compreso tra il VI e il III millennio a.C. Grazie all’analisi di residui di cibo incrostati su antichi contenitori di ceramica, è stato possibile ricostruire le complesse abitudini alimentari preistoriche, caratterizzate da un mix variegato di verdure, bacche, semi, carne e pesce.
La scoperta della dieta preistorica
Lo studio, guidato da Lara González Carretero e pubblicato sulla rivista Plos One, ha utilizzato un approccio combinato di analisi microscopiche e chimiche per analizzare 58 frammenti di ceramica provenienti da 13 siti archeologici nell’Europa settentrionale e orientale. Questi frammenti, veri e propri tegami usati per cucinare, conservavano residui semicarbonizzati che hanno fornito indizi preziosi sulle preparazioni culinarie dell’epoca.
“Il nostro metodo ha permesso di evidenziare non solo i componenti animali, ma anche un’ampia varietà di piante utilizzate nella dieta preistorica,” spiegano gli autori. Tra queste sono state identificate erbe, verdure, bacche, foglie e semi, spesso combinati con pesci e altri frutti di mare. La composizione delle ricette variava da regione a regione, riflettendo le risorse locali e le tradizioni culturali delle popolazioni antiche.
Un patrimonio gastronomico antico e variegato
Questa ricerca si inserisce nel più ampio contesto della conoscenza delle tradizioni culinarie antiche, che oggi trovano eco anche in alcune cucine regionali europee, dove la valorizzazione di prodotti locali e ricette tradizionali è sempre più diffusa. Ad esempio, in Italia, l’Antica Trattoria del Gallo a Clusane sul Lago d’Iseo è celebre per la tinca al forno, un piatto che unisce ingredienti semplici come burro, formaggio e spezie, valorizzando il pesce d’acqua dolce locale.
Parallelamente, l’isola di Cipro rappresenta un crocevia di culture e tradizioni millenarie, con una cucina mediterranea arricchita da influenze mediorientali. Il celebre mezé cipriota, un assortimento conviviale di piatti a base di verdure, carne e formaggi, riflette una tradizione enogastronomica che si fonda su ingredienti genuini e tecniche di preparazione tramandate nei secoli.
Lo studio dell’Università di York offre così una prospettiva scientifica che valorizza l’antichità e la complessità delle prime pratiche culinarie europee, contribuendo a comprendere meglio le radici della nostra cultura alimentare.






