7 gennaio 2026 – In tutto il mondo, circa 250 milioni di cristiani celebrano il Natale il 7 gennaio, una data che differisce da quella tradizionalmente riconosciuta del 25 dicembre. Questa distinzione non nasce da una diversa convinzione sulla nascita di Gesù, ma da un diverso sistema di calcolo temporale: il calendario giuliano, tuttora adottato da molte Chiese ortodosse e copte, rispetto al calendario gregoriano utilizzato dalla maggior parte del mondo occidentale.
L’origine della differenza tra i calendari
La disputa tra il calendario giuliano e quello gregoriano ha radici storiche profonde. Nel 1582, Papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano per correggere l’inesattezza del calendario giuliano, che accumulava uno scarto di circa 11 minuti all’anno rispetto all’anno solare reale. Questa discrepanza causò lo sfasamento delle stagioni rispetto al calendario, facendo sì che eventi importanti come l’equinozio di primavera si spostassero nel tempo.
Il calendario gregoriano risolveva questo problema eliminando dieci giorni dal calendario e migliorando il sistema degli anni bisestili. Mentre la maggior parte dei paesi e delle Chiese occidentali adottarono il calendario gregoriano, molte comunità cristiane orientali, tra cui le Chiese ortodosse russe, serbe, georgiane, copte egiziane e le Chiese ortodosse etiopiche ed eritree, continuarono a seguire il calendario giuliano, che oggi risulta in ritardo di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano.
Il risultato è che il 25 dicembre secondo il calendario giuliano corrisponde al 7 gennaio del calendario gregoriano, data in cui queste comunità celebrano il Natale.
Chi celebra il Natale il 7 gennaio?
Tra i circa 2,3 miliardi di cristiani nel mondo, circa 2 miliardi festeggiano il Natale il 25 dicembre, includendo cattolici, protestanti e alcuni ortodossi che hanno adottato il calendario gregoriano. Circa 250-300 milioni di fedeli, invece, seguono il calendario giuliano e celebrano il Natale il 7 gennaio.
Tra le comunità più significative che osservano questa tradizione vi sono:
- La Chiesa ortodossa russa, la più grande comunità a osservare questa data.
- Le Chiese ortodosse di Serbia e Georgia.
- La Chiesa copta ortodossa dell’Egitto.
- Le Chiese ortodosse etiopiche ed eritree.
In Ucraina, storicamente la celebrazione avveniva il 7 gennaio, ma dal 2023 il governo ha ufficialmente spostato la festività al 25 dicembre, in linea con le tradizioni occidentali, pur mantenendo una parte della popolazione fedele alla data originaria.
Altri paesi ortodossi, come Grecia e Romania, hanno adottato il 25 dicembre dopo la Prima Guerra Mondiale, mentre Bulgaria lo ha fatto nel 1968. In paesi come Bielorussia e Moldova, il Natale è celebrato sia il 25 dicembre che il 7 gennaio per rispettare le diverse confessioni cristiane.
Le radici storiche e culturali della festività
Il Natale cristiano nasce come celebrazione della nascita di Gesù a Betlemme, evento raccontato nei Vangeli del Nuovo Testamento. La scelta del 25 dicembre come data ufficiale della Natività risale al IV secolo ed è probabilmente legata alla coincidenza con festività pagane romane, come il Dies Natalis Solis Invicti, festa del Sole Invitto, e i Saturnali, che si celebravano a dicembre. Queste festività erano molto diffuse nel mondo romano e alcuni studiosi ritengono che la Chiesa abbia scelto questa data per sovrapporre un significato cristiano a feste pagane precedenti, favorendo così la diffusione del cristianesimo.
Il Natale si inserisce inoltre in un contesto liturgico più ampio, con festività correlate come la Festa dell’Epifania e la celebrazione della Santa Famiglia. La parola “Natale” deriva dal latino natalis, che significa “relativo alla nascita”.






