Roma, 11 aprile 2026 – Il ministero della Cultura, guidato dal ministro Alessandro Giuli, è al centro di una forte controversia per la decisione di tagliare i finanziamenti ai più importanti festival di musica sinfonica, operistica e multidisciplinare italiani. Questi eventi, riconosciuti di “assoluto prestigio internazionale” dalla legge 238 del 2012, vedono ora una riduzione dei contributi fino al 30%, una misura adottata nell’ambito del decreto sulle accise dei carburanti.
Il taglio dei fondi e le reazioni del settore culturale
Il contributo annuo, inizialmente previsto intorno a un milione di euro per ciascun festival, era già stato ridotto del 5% nel 2024, scendendo a circa 857 mila euro. Con l’ultima sforbiciata, i fondi sono calati a 727 mila euro, ovvero un terzo in meno rispetto al finanziamento iniziale. Questa riduzione, imposta per reperire risorse da destinare al decreto-accise, ha causato un vero e proprio terremoto negli ambienti culturali.
Gli organizzatori lamentano la mancanza di consultazione preventiva, sottolineando come questi festival debbano mantenere “altissimi standard di qualità”. Francesco Maria Perrotta, presidente di Italia-Festival, ha espresso preoccupazione per la possibilità che la riduzione del budget possa compromettere la sopravvivenza di istituzioni di grande rilievo internazionale. In una lettera inviata al ministro Giuli, Perrotta ha chiesto chiarezza sulle intenzioni future del dicastero, evidenziando come il settore necessiti di certezze per pianificare e garantire la qualità degli eventi.
Il profilo e le scelte di Alessandro Giuli
Alessandro Giuli, entrato in carica come ministro della Cultura nel settembre 2024 nel governo Meloni, è un giornalista e opinionista noto per la sua esperienza in diverse testate nazionali e per la presidenza della Fondazione MAXXI di Roma fino al 2024. Durante il suo mandato al MAXXI, ha affrontato sfide significative, come il calo dei proventi da biglietteria e sponsorizzazioni, e ha dovuto gestire alcune controversie legate a eventi con ospiti di rilievo.
Giuli, che ha una formazione classica e una carriera politica e culturale iniziata in ambienti di destra, ha recentemente annunciato l’acquisto del teatro Sannazaro di Napoli, gravemente danneggiato da un incendio, per garantirne la ricostruzione e la continuità della programmazione. Tuttavia, la decisione di tagliare i fondi ai grandi festival musicali ha alimentato critiche trasversali.
Dal fronte politico, Matteo Orfini, deputato del Pd, ha definito l’operato di Giuli “un atto irresponsabile e gravissimo”, mentre l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha commentato con la frase provocatoria “Con la cultura non si mangia”, riaccendendo il dibattito sul valore economico e sociale della cultura in Italia.
Il ministero della Cultura si trova dunque a dover bilanciare esigenze di bilancio con la tutela di un settore considerato patrimonio nazionale e internazionale, in un clima di tensione crescente tra istituzioni e operatori del mondo culturale.




