Roma, 25 febbraio 2026 – Nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala in Ucraina, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha celebrato una messa in suffragio delle vittime e per invocare la pace nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, Roma. L’evento, promosso dall’Ambasciata ucraina presso la Santa Sede, è stato occasione per un appello alla riconciliazione e al dialogo, elementi fondamentali per la risoluzione del conflitto.
Zuppi sottolinea l’urgenza alla “pace globale”
Durante l’omelia, il cardinale Zuppi ha ricordato come “quattro anni fa, il giorno in cui l’esercito della Federazione russa ha attraversato il confine dell’Ucraina, è iniziata quella che le Nazioni Unite hanno definito ‘aggressione ingiustificata’”. Ha sottolineato l’urgenza di una “pace globale, giusta e duratura in conformità con il diritto internazionale”, che richiede il coinvolgimento e la determinazione di tutti.
Zuppi ha evidenziato che “la comunità è coinvolta per aiutare i fili del dialogo che sono avviati, rafforzarli, cercare un’architettura di diritti e garanzie che garantisca la convivenza pacifica”. Per far sì che “le armi tacciano”, ha proseguito, “dobbiamo trovare le soluzioni nel dialogo e le sedi appropriate perché questo avvenga”. Ha anche riconosciuto la difficoltà di dialogare dopo tanta distruzione e dolore, ricordando che “ogni singola persona che ha perso la vita nel diluvio di morte che è la guerra” rappresenta un ostacolo ma anche un motivo per perseguire la pace.
L’impegno umanitario e la resistenza alla disumanità
Il porporato ha messo in luce la sofferenza provocata dal conflitto, “quanta povertà, quante persone vulnerabili e bisognose di assistenza umanitaria” e ha definito gli aiuti “la resistenza più grande alla disumanità della guerra ed è anche l’aurora della pace”. Ha esortato a non abituarsi al dolore e a mantenere viva “la pietà” come motore di solidarietà concreta e gratuita, capace di anticipare la pace.
Ha poi condiviso con forza le parole di Papa Leone, ricordando che “ogni guerra è una ferita inferta all’intera famiglia umana: lascia dietro di sé morte, devastazione e una scia di dolore che segna generazioni”. Il cardinale ha ribadito l’appello a “tacere le armi, cessare i bombardamenti, giungere senza indugio a un cessate-il-fuoco e rafforzare il dialogo per aprire la strada alla pace”.
Zuppi: “Costruire la pace è opera dell’educazione”
Queste parole si inseriscono nel più ampio impegno del cardinale Zuppi, che da anni è impegnato nella promozione della pace e del dialogo, anche attraverso la sua esperienza di mediatore in conflitti internazionali e con la Comunità di Sant’Egidio.
Con attenzione anche all’aspetto educativo, Zuppi ha recentemente sottolineato come “costruire la pace è opera dell’educazione”, richiamando la necessità di diffondere una vera e propria “mentalità di pace”. Tale impegno trova eco nella sua attività accademica e nelle numerose iniziative volte a promuovere una cultura fondata sui diritti umani e sulla convivenza civile.
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