Milano, 17 marzo 2026 – Nel corso dell’udienza odierna del processo relativo al caso Visibilia, sono state nuovamente evidenziate presunte irregolarità nei bilanci della società, in particolare riguardo alla mancata svalutazione dell’avviamento e delle imposte anticipate. Le contestazioni coinvolgono direttamente la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, e altre quindici persone tra cui il compagno, Dimitri Kunz.
Le criticità nei bilanci di Visibilia
Nicola Pecchiari, docente della Bocconi e consulente della procura di Milano, ha illustrato in aula, supportato da slide, i contenuti della relazione da lui depositata ai pubblici ministeri Marina Gravina e Luigi Luzi. Pecchiari ha evidenziato come, tra il 2016 e il 2020, i bilanci di Visibilia abbiano mostrato un quadro di “utili non conseguiti”, assenza di “seria prospettiva di continuità aziendale” e “piani industriali triennali eccessivamente ottimistici”. Secondo il consulente, tali piani avevano l’effetto di evitare la svalutazione dell’avviamento, perché le previsioni reddituali non sono mai state rispettate.
Il docente ha ribadito che i bilanci risultavano “inattendibili” e avevano “ritardato l’emersione di un dissesto patrimoniale”, configurando così “irregolarità estremamente significative”. Pecchiari sarà sottoposto al controesame delle difese il prossimo 14 aprile.
Il ruolo di Daniela Santanchè e le implicazioni legali
Daniela Santanchè, ministra del Turismo dal 2022 nel governo Meloni, è anche imprenditrice e presidente di Visibilia Editore, società quotata in Borsa e attiva nella raccolta pubblicitaria per importanti testate giornalistiche. Il processo coinvolge anche il suo compagno Dimitri Kunz, che ha ruoli di amministrazione nella società e nelle realtà collegate.
Le accuse riguardano la gestione contabile e finanziaria di Visibilia, con particolare attenzione alla mancata svalutazione di poste patrimoniali come l’avviamento e le imposte anticipate, elementi che avrebbero dovuto essere rettificati per riflettere la reale situazione economica dell’azienda. Tali omissioni rischiano di aver fornito una rappresentazione distorta dello stato patrimoniale, con conseguenze legali rilevanti per gli imputati.






