Riccione, 24 marzo 2026 – Il dibattito sul destino di Villa Mussolini, storica residenza estiva del Duce situata a Riccione, continua a suscitare attenzione e riflessioni. Tuttavia, la sindaca della città romagnola, Daniela Angelini, ha chiarito con fermezza che il cambio di denominazione della villa non è all’ordine del giorno per l’Amministrazione comunale.
La posizione dell’Amministrazione comunale
In una lettera aperta indirizzata a Roberto Malini, copresidente di EveryOne Group – associazione marchigiana impegnata nella difesa dei diritti umani – la sindaca Angelini ha ribadito l’impegno antifascista della città, già espresso con un atto concreto nel maggio 2025 con la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad Aldo Oviglio. Questo gesto, ha sottolineato la prima cittadina, è stato compiuto “per restituire dignità a un riconoscimento che deve appartenere solo a chi si è distinto per valori umanitari e democratici, sancendo l’incompatibilità tra la nostra città e chi ha firmato le leggi razziali e soppresso le libertà”.
Angelini ha spiegato che Riccione ha scelto di “vivere ed evolvere la memoria storica e non di cancellarla, negandola”. La villa, acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, è stata trasformata in un luogo di cultura e libertà, celebrando simboli universali come Frida Kahlo e sottraendola a qualsiasi ambiguità.
Il futuro di Villa Mussolini
La sindaca ha inoltre fatto chiarezza sulla storia dell’immobile, respingendo l’ipotesi che Villa Mussolini sia mai stata chiamata “Villa Margherita”. Secondo le ricerche documentali, quest’ultima era la Pensione Margherita, un edificio diverso demolito nel 1940. La villa in questione, costruita nel 1893 e passata nel 1934 alla proprietà di Rachele Mussolini, ha avuto nel tempo i nomi di Villa Beccadelli, Villa Monti e Villa Lilia, distinguendosi per una storia catastale autonoma.
Angelini ha concluso la sua lettera sottolineando che un cambio di nome oggi potrebbe avere l’effetto opposto a quello desiderato, trasformando la villa in un luogo di richiamo per nostalgici, cosa che l’Amministrazione non intende permettere. La sindaca ha infine aperto alla possibilità di future iniziative culturali condivise per onorare la memoria delle vittime della Shoah e mantenere vivo il monito della storia nel cuore della comunità di Riccione.

