Belluno, 20 febbraio 2026 – La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo in seguito alla morte di Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni deceduto il 9 gennaio scorso mentre lavorava in un cantiere legato alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Nel registro degli indagati figura Michele Grassi, titolare della società di vigilanza Ss Security & Bodyguard, per cui era impiegato il 55enne.
Circostanze della morte del vigilante
Pietro Zantonini, originario di Brindisi, era stato assunto dalla società di vigilanza nel settembre 2025 dopo un passato come steward negli stadi. Lavorava nel cantiere della pista di bob di Cortina d’Ampezzo, dove la notte del malore la temperatura era scesa a -12 gradi. Il vigilante effettuava il giro dell’area ogni due ore, riposandosi in una cabina di piccole dimensioni riscaldata soltanto da una stufetta elettrica, giudicata dagli inquirenti insufficiente. Intorno alle 2:00, mentre si trovava in questo gabbiotto, Zantonini ha accusato il malore e ha fatto in tempo a chiamare i colleghi per chiedere aiuto. I soccorritori, giunti successivamente, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Autopsia e indagini in corso
L’autopsia, eseguita dall’anatomopatologo Andrea Porzionato, ha stabilito che la causa del decesso è stata un “evento cardiaco acuto“, definito “difficilmente riconducibile” all’ipotermia. Tuttavia, la Procura vuole accertare ogni possibile responsabilità, anche riguardo ai protocolli di sicurezza e alla tempestività dei soccorsi, visto che alcuni colleghi hanno segnalato ritardi nell’arrivo dell’ambulanza intervenuta dopo il malore. La moglie di Zantonini, tramite il suo legale, ha presentato una denuncia chiedendo che venga fatta chiarezza sull’accaduto.
Ss Security & Bodyguard ha espresso il proprio cordoglio e ribadito il rispetto delle norme di sicurezza, mettendosi a disposizione delle autorità giudiziarie. Le indagini proseguono per verificare se le condizioni lavorative e ambientali abbiano potuto contribuire al tragico evento.






