Verona, 27 febbraio 2026 – Un importante traguardo nella cardiochirurgia pediatrica è stato raggiunto all’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona con il trapianto di cuore su una bambina di appena 11 mesi e 8 chili di peso. L’intervento, eseguito la mattina del 24 febbraio dall’équipe guidata dal professor Giovanni Battista Luciani, rappresenta il primo trapianto di questo tipo effettuato nella città scaligera e uno dei pochi realizzati in Italia su pazienti così piccoli.
Il delicato trapianto
La piccola era ricoverata dall’inizio della sua vita presso l’ospedale di Borgo Trento a causa di una cardiomiopatia genetica dovuta a una mutazione di una proteina cardiaca. La situazione clinica si era aggravata per una grave aritmia incompatibile con la vita, che ha reso necessario l’impianto di un dispositivo di assistenza ventricolare sinistra, il “Berlin Heart”. Questo apparecchio, con un costo giornaliero di circa 300 euro, ha permesso alla bambina di aumentare il peso corporeo in vista del trapianto. La notizia del donatore compatibile è arrivata nella notte tra il 23 e il 24 febbraio, dando il via all’intervento chirurgico, durato quattro ore, che ha consentito la rimozione del dispositivo e l’impianto del nuovo cuore.
Un’eccellenza della cardiochirurgia veronese
La piccola è stata estubata la mattina seguente e ora si trova nel reparto di Terapia intensiva Cardiotoraco vascolare, dove riceve assistenza meno invasiva. La degenza in terapia intensiva proseguirà per alcune settimane prima del trasferimento nel reparto pediatrico per la stabilizzazione farmacologica. L’Unità Operativa Complessa di Cardiochirurgia di Verona, attiva nei trapianti cardiaci dal 1994, ha effettuato 35 interventi nel 2025, risultando la più attiva nel nord Italia. La trapiantologia pediatrica è iniziata quattro anni fa e conta finora 8 piccoli pazienti trapiantati e 4 in lista d’attesa.
Il professor Giovanni Battista Luciani, direttore dell’UOC Cardiochirurgia e responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica, è un punto di riferimento per la cardiochirurgia italiana e internazionale, con una vasta esperienza e numerose pubblicazioni scientifiche nel settore. L’ultimo trapianto su una piccola paziente rappresenta un ulteriore successo per l’équipe veronese e un importante passo avanti nella cura delle cardiopatie congenite più gravi.
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