Napoli, 3 febbraio 2026 – Proseguono senza sosta le indagini della Polizia di Stato sulla tragica morte di Ilenia Musella, 22enne accoltellata a morte nel quartiere Ponticelli, alla periferia est di Napoli. La giovane, colpita con una coltellata alla schiena, è deceduta poco dopo il ricovero presso l’ospedale Villa Betania. Le forze dell’ordine sono ora sulle tracce del fratello della vittima, irreperibile dopo il delitto, e sospettato di essere coinvolto nell’omicidio, che potrebbe essere scaturito da una lite familiare.
Indagini e contesto familiare nel rione Conocal

La vittima abitava nel rione Conocal, un complesso di case popolari del quartiere Ponticelli noto per il degrado sociale e la forte presenza della criminalità organizzata. Sull’episodio lavorano congiuntamente la Squadra Mobile, il Commissariato Ponticelli e l’Ufficio Prevenzione Generale. A pochi passi dal luogo del delitto è stato rinvenuto un coltello da cucina, probabilmente l’arma del delitto.
In queste ore, gli investigatori stanno ascoltando familiari e amici della ragazza per ricostruire la dinamica della vicenda. Il fratello di Ilenia si è reso irreperibile e rappresenta il principale sospettato. Un elemento che complica ulteriormente le indagini è l’identificazione della persona che ha accompagnato la giovane al pronto soccorso: la ragazza è arrivata in auto al nosocomio, ma i dettagli sul conducente sono ancora da chiarire.
È importante sottolineare che sia la madre che il patrigno della vittima sono attualmente detenuti. Quest’ultimo è considerato un esponente di rilievo del clan Casella-Circone, che domina le attività illecite nel territorio. Le tensioni in famiglia sembrano quindi intrecciarsi con un contesto criminale complesso e violento, come confermano le prime risultanze investigative che parlano di contrasti accesi tra i due fratelli.
Il rione Conocal: un territorio segnato dalla criminalità
Il quartiere Conocal è tristemente noto come uno dei principali epicentri della criminalità a Napoli. Nato come complesso edilizio popolare post-terremoto del 1980, il rione è stato progressivamente abbandonato dallo Stato, diventando terreno fertile per la camorra e le sue guerre intestine. Il clan D’Amico ha storicamente esercitato il controllo sull’area, ma negli ultimi anni è emersa la minaccia del clan De Micco, che ha scatenato una guerra sanguinosa per il predominio sulle piazze di spaccio e il controllo del territorio.
La situazione sociale del Conocal è caratterizzata da un forte degrado urbano e da un alto tasso di emarginazione, dove la povertà e la mancanza di servizi pubblici alimentano il diffuso senso di abbandono e favoriscono il radicamento delle organizzazioni criminali. Le continue operazioni di polizia e le retate non sono riuscite a estirpare completamente la presenza mafiosa, che resta ben radicata, con nuove leve e donne che assumono ruoli di rilievo nelle dinamiche criminali.
Le autorità locali, mentre esprimono cordoglio per la giovane vittima, ribadiscono l’impegno a ricostruire i fatti e a contrastare il degrado sociale e criminale che affligge il quartiere, investendo nella rigenerazione urbana e nella sicurezza. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha espresso su social la sua tristezza per l’accaduto e la fiducia nel lavoro di forze dell’ordine e magistratura. Anche il prefetto di Napoli ha sottolineato la gravità della situazione, garantendo che le indagini proseguono con determinazione.

