Venezia, 8 gennaio 2026 – Una svolta significativa nelle indagini sull’omicidio di Sergiu Tarna, il giovane di 25 anni trovato morto il 31 dicembre scorso in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira, in provincia di Venezia. I carabinieri hanno arrestato il presunto assassino, un agente della Polizia Locale di Venezia di 40 anni, identificato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo quanto emerso, l’esecuzione è stata effettuata in modo ravvicinato e la vittima non ha avuto scampo, come confermato dal procuratore vicario di Venezia, Stefano Ancillotto.
Il sequestro e l’esecuzione: la dinamica dell’omicidio di Sergiu Tarna
Le indagini condotte dai carabinieri, coordinati dal pm Christian Del Turco, hanno ricostruito la tragica vicenda. La notte tra il 30 e il 31 dicembre, Sergiu Tarna si trovava in un locale a Mestre, dove era andato a bere qualcosa dopo il lavoro. Tra le 2 e le 3 di quella notte, è stato sequestrato e caricato con la forza a bordo di un’auto sotto minaccia. Alcuni amici lo avevano visto uscire dal bar poco prima.
Poche ore dopo, il corpo senza vita del giovane è stato rinvenuto in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira, ucciso da un colpo di pistola alla tempia. L’autopsia ha stabilito che l’omicidio è avvenuto intorno alle 23 del 30 dicembre, confermando che si è trattato di un’esecuzione, effettuata senza possibilità di difesa per la vittima.
L’arresto e la fuga in Spagna del killer di Sergiu Tarna
Dopo il delitto, l’agente della polizia locale è fuggito in Spagna, facendo tappa a Tenerife e Madrid, dove si presume avesse conoscenze. L’assenza dal lavoro per diversi giorni ha insospettito gli investigatori, che hanno seguito le tracce fino al suo rientro in Italia nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Il padre lo ha accolto all’aeroporto, ma dopo pochi spostamenti, l’uomo è stato fermato dai carabinieri a casa sua.
L’arma del delitto non è stata ancora ritrovata, così come la pistola d’ordinanza dell’agente. Le immagini delle telecamere mostrano inoltre che all’esecuzione avrebbe partecipato almeno un’altra persona, la cui identità è ancora oggetto di indagine.
Il contesto e le possibili motivazioni
Le indagini hanno evidenziato che Sergiu Tarna e il vigile urbano si conoscevano e che tra loro vi erano stati contrasti, anche di natura animata. La pista più accreditata sembra legata agli ambienti dello spaccio di droga a Mestre e nell’hinterland veneziano. La vittima, infatti, era frequentatore di questi ambienti ed era stata segnalata in prefettura come consumatore di sostanze stupefacenti.
Secondo gli investigatori, l’omicidio potrebbe essere stato scatenato da un debito di droga non saldato, con cui il giovane sarebbe stato attirato in trappola nelle campagne di Mira. I carabinieri stanno passando al setaccio anche i due telefoni in uso a Tarna per ricostruire gli ultimi contatti e chiarire il contesto del delitto.






