Milano, 11 febbraio 2026 – Ieri sera al Teatro Franco Parenti di Milano, Valentina Petrini ha presentato il suo nuovo romanzo “Il prezzo della libertà”, un’opera che affronta con sensibilità e rigore il tema complesso e delicato dell’ultimo tempo di vita, mettendo al centro la questione delle cure e della volontà di autodeterminazione. Il libro racconta le vicende di due donne, Sibilla e Anna, le cui storie, pur lontane per età e condizioni sociali, si intrecciano attorno al comune destino di malattia e sofferenza.
Due vite, due scelte: Sibilla e Anna

Sibilla, nata nel 1963 e appartenente a una buona borghesia intellettuale, è un’attivista impegnata nella battaglia per l’attuazione del suicidio assistito in Italia. Consapevole dei suoi diritti e dotata di risorse economiche, ha la possibilità di programmare una fine dignitosa in Svizzera, dove la legge consente il suicidio assistito. Al contrario, Anna, nata nel 1945 e proveniente dalla classe operaia, ha vissuto una vita di lavoro umile senza accesso agli studi e senza mezzi economici. Per lei, la malattia si trasforma in una condanna senza possibilità di scelta, perché non può disporre del proprio corpo né contare su un sistema sanitario efficiente. La sorella di Anna, Gabriella, è costretta a confrontarsi con le difficoltà e le ingiustizie di un Servizio sanitario sempre meno pubblico e accessibile.
Attraverso la narrazione parallela di queste due donne, Valentina Petrini denuncia la profonda disuguaglianza economica e culturale che incide sulle scelte di fine vita, creando cittadini di serie A e di serie B anche di fronte ai diritti più fondamentali.
Un dialogo pubblico e un’analisi sociale
Alla presentazione milanese, l’autrice ha dialogato con Pablo Trincia, Giulia Innocenzi e Marco Cappato, approfondendo temi cruciali come il significato della libertà quando il corpo non risponde più e il diritto di scegliere come curarsi, vivere o morire. Il romanzo, pubblicato da Solferino e disponibile in libreria dal 2026, si configura come un reportage narrativo che illumina l’ipocrisia di una società che spesso chiude gli occhi di fronte alle disuguaglianze e all’ingiustizia.
Valentina Petrini, giornalista e conduttrice televisiva di grande esperienza, con alle spalle una carriera ricca di reportage e inchieste su temi sociali e politici, offre con questo libro un contributo significativo al dibattito sul diritto all’autodeterminazione e sulla dignità umana nel momento più fragile della vita.
Il volume, composto da 240 pagine e in vendita al prezzo di copertina di 17,90 euro, rappresenta non solo una storia di fine vita, ma anche una riflessione sull’amore e sulle disparità che segnano profondamente la società contemporanea.





