Aosta, 16 febbraio 2026 – Tragedia sulle montagne della Valle d’Aosta dove un’altra valanga ha provocato la morte di tre scialpinisti francesi nel Canale dei Vesses, a Courmayeur. Il drammatico episodio si è consumato ieri mattina in una delle zone più frequentate dagli appassionati di freeride, disciplina che privilegia la discesa in neve fresca e fuori pista.
La valanga nel Canale dei Vesses, Courmayeur
Nonostante i tempestivi soccorsi e gli sforzi dei medici, è deceduto questa mattina all’ospedale Giovanni Bosco di Torino il freerider francese di 35 anni originario di Chamonix, travolto dalla valanga insieme a due suoi amici, rispettivamente di 29 e 31 anni, anch’essi deceduti: uno poco dopo l’estrazione dalla neve e l’altro in pronto soccorso ad Aosta. I tre erano provvisti di Artva, apparecchio per la ricerca in valanga, ma sono stati sepolti da oltre un metro e mezzo di neve. L’allarme è stato lanciato da altri freerider che avevano udito il distacco e visto il gruppo scendere nel canalone.
Sul posto sono intervenute le guide del soccorso alpino valdostano e i militari della Guardia di Finanza di Entreves. La zona, molto apprezzata per il freeride, era caratterizzata da un livello di pericolo valanghe elevato nella giornata di ieri, evidenziando ancora una volta i rischi connessi a questa pratica sportiva.
Nuove emergenze valanghe in Lombardia e sul Monte Baldo
Non solo Courmayeur: nel pomeriggio di ieri, una valanga si è staccata anche in alta Valle Spluga, nel territorio comunale di Madesimo, Sondrio, coinvolgendo quattro escursionisti in motoslitta, tre dei quali estratti vivi mentre un quarto risulta disperso, con le ricerche ancora in corso. La zona del Lago Nero, impervia e con condizioni nivologiche instabili, ha reso particolarmente difficili le operazioni di soccorso, svolte con l’ausilio di unità cinofile e tecnologie avanzate.
In precedenza, sul Monte Baldo, tre scialpinisti sono stati travolti da una valanga ma sono riusciti a mettersi in salvo autonomamente. Anche in questo caso, il Soccorso Alpino di Verona ha prontamente bonificato l’area per escludere ulteriori coinvolgimenti.
Questi episodi sottolineano come il freeride, nonostante la sua natura ludica e il contatto diretto con la natura, comporti rischi significativi, specialmente in condizioni di elevato pericolo valanghe, e richieda sempre la massima prudenza e preparazione.






