Città del Vaticano, 11 aprile 2026 – È passato un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, il pontefice che ha segnato un’epoca sotto il segno della semplicità, della vicinanza ai poveri e della pace. La notizia della sua morte, comunicata dal Vaticano il 21 aprile 2025, Lunedì di Pasqua alle 7.35 del mattino, ha segnato la fine di un pontificato di dodici anni, durante i quali Jorge Mario Bergoglio ha rivoluzionato l’immagine e il ruolo della Chiesa cattolica nel mondo contemporaneo.
Papa Francesco e un pontificato all’insegna della semplicità e dell’attenzione agli ultimi
Fino al giorno prima della sua morte, Papa Francesco aveva celebrato in piazza l’ultima messa di Pasqua e lanciato il consueto messaggio Urbi et Orbi, con un appello accorato per la pace, in particolare per porre fine a quella che definiva la “terza guerra mondiale a pezzi”. Nonostante un percorso di salute difficile, segnato da bronchiti e polmoniti, aveva mostrato una tenacia straordinaria, tornando anche a Casa Santa Marta e mantenendo, fino all’ultimo, un contatto diretto con i fedeli, come testimoniato dal suo ultimo giro in papamobile.
Il suo stile di vita, scelto fin dall’inizio del pontificato, rifletteva la sua volontà di deporre ogni forma di regalità e distanza. Ha vissuto nel piccolo appartamento al secondo piano di Santa Marta, una scelta simbolica che ha rappresentato la sua vicinanza agli “ultimi” della società: poveri, migranti, senzatetto, rifugiati, transessuali e vittime di abusi. Ha aperto le porte del Vaticano a chiunque fosse emarginato, portando una ventata di informalità anche nel linguaggio papale, fatto di neologismi e espressioni gergali mai usate prima nel contesto vaticano.
Papa della pace e della misericordia
Un altro tratto distintivo di Papa Francesco è stato il suo incessante impegno per la pace. Ogni suo discorso, ogni Angelus o udienza generale ha visto la richiesta di cessate il fuoco e di attenzione verso le vittime civili dei conflitti, soprattutto i bambini. Il giorno prima di morire, il 20 aprile 2025, il suo pensiero si è rivolto in particolare alla Terra Santa, con un appello alle parti belligeranti per la cessazione delle ostilità a Gaza, definita una “drammatica e ignobile situazione umanitaria”, e alla “martoriata Ucraina”, per cui auspicava una pace giusta e duratura.
La sua scelta di essere sepolto fuori dal Vaticano, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, è un’ulteriore testimonianza della sua volontà di essere prossimo alla gente comune. Ogni giorno, questo luogo è meta di pellegrinaggi continui da parte di chi desidera rendere omaggio a un Papa che ha saputo incarnare il messaggio di misericordia e attenzione concreta verso i più fragili.
Il 21 aprile 2026, nella stessa basilica, sarà celebrata una messa in ricordo di Francesco, per commemorare il suo lascito spirituale e umano, che continua a vivere nel cuore di milioni di fedeli e non solo.
Il ricordo di Papa Francesco resta vivo non solo nelle sue azioni e nelle sue parole, ma anche nel cambiamento profondo che ha saputo imprimere alla Chiesa cattolica, facendola sentire più vicina ai bisogni reali del mondo contemporaneo e ai valori fondamentali del Vangelo.






