Napoli, 13 febbraio 2026 – Un grave incidente nel trasporto di un cuore destinato a un trapianto pediatrico ha scosso la comunità medica e legale napoletana. Il cuore, proveniente da Bolzano, è arrivato all’ospedale Monaldi in condizioni compromesse a causa di un errore nella conservazione, provocando un danno irreparabile all’organo e l’annullamento dell’operazione salvavita.
Cuore per un trapianto conservato con il ghiaccio secco: il danno da ustioni da freddo
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo paziente di due anni e quattro mesi, ha spiegato nel corso della trasmissione “Storie Italiane” della Rai che il cuore è stato trasportato utilizzando ghiaccio secco, che ha una temperatura di circa -75 gradi, anziché il ghiaccio ordinario a temperatura controllata tra 0 e 4 gradi. Questo ha causato ustioni da freddo all’organo, compromettendone la vitalità.
Petruzzi ha sottolineato come, nonostante i tempi stretti imposti dalla contemporaneità di espianto e trapianto, sarebbe stato necessario verificare attentamente lo stato dell’organo prima di procedere all’espianto del cuore del bambino donatore. Inoltre, ha evidenziato che la responsabilità della vigilanza sulla corretta preparazione del contenitore per il trasporto – anche se non materialmente confezionato dal personale del Monaldi – grava sull’istituto ricevente.
Sequestro del contenitore e indagini in corso
Le indagini sono coordinate dal procuratore Nicola Gratteri e vedono iscritti nel registro degli indagati sei sanitari dell’equipe del Monaldi coinvolti sia nell’espianto del cuore a Bolzano sia nel successivo tentativo di trapianto a Napoli. Il reato contestato è lesioni colpose.
I carabinieri del Nas di Napoli hanno sequestrato il box termico utilizzato per il trasporto del cuore, un sistema progettato per mantenere organi a temperature controllate, e hanno acquisito tutta la documentazione relativa alla vicenda. Per il contenitore è prevista una perizia tecnica affidata a consulenti nominati dagli inquirenti.
Nel frattempo, il piccolo paziente resta in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi, mentre proseguono le indagini per chiarire le responsabilità e prevenire il ripetersi di simili incidenti nel delicato sistema dei trapianti di organi.
L’avvocato della famiglia del bimbo: “Ormai inabile al trapianto”
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Francesco Petruzzi, il medico legale incaricato ha valutato che il bambino presenta una condizione clinica tale da escludere la possibilità di un nuovo trapianto. Tuttavia, la famiglia non intende fermarsi a questa diagnosi e ha espresso l’intenzione di richiedere un parere terzo alla direzione sanitaria dell’ospedale Monaldi, coinvolgendo anche l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, per una valutazione approfondita sulla condizione di trapiantabilità del piccolo.
Nel primo pomeriggio di oggi è previsto un incontro tra la famiglia e i sanitari del Monaldi, durante il quale saranno fornite notizie ufficiali sulle condizioni di salute del bambino. La situazione resta dunque in evoluzione, con la famiglia che si affida a ulteriori accertamenti specialistici per definire i prossimi passi.






