Milano, 25 marzo 2026 – Il conducente del tram deragliato lo scorso 27 febbraio a Milano, evento tragico che ha causato la morte di due persone e oltre cinquanta feriti, ha richiesto di essere interrogato dalla Procura di Milano. Si tratta di Pietro Montemurro, 60 anni, indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose.
Tram deragliato a Milano: la richiesta di interrogatorio
Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere durante la prima convocazione in Procura, avvenuta il 16 marzo, a causa dello choc subito, Montemurro ha ora chiesto formalmente di essere ascoltato dai pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara. La richiesta, presentata dai suoi avvocati Benedetto Tusa e Mirko Mazzali, è in attesa di essere fissata.
Il tranviere ha confermato la sua versione, secondo cui un malore improvviso – una sincope vasovagale dovuta a un trauma al piede – lo avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo. Il conducente ha inoltre chiesto all’ATM di non essere più impiegato alla guida, preferendo un ruolo negli uffici, poiché non si sente in grado di riprendere il servizio.
Indagini in corso e analisi tecniche
Le autorità stanno approfondendo la dinamica dell’incidente, in particolare con l’analisi della scatola nera del tram e delle comunicazioni tra il conducente e la centrale operativa. Finora non risultano segnalazioni di malore o problemi durante la corsa.
Sul fronte giudiziario, si attendono ulteriori accertamenti per stabilire se l’incidente sia stato causato da un errore umano o da un guasto tecnico. La difesa di alcune parti offese ha già espresso dubbi sulla versione del malore, basandosi su perizie mediche. Intanto, il conducente rimane in malattia in attesa del nuovo interrogatorio, che permetterà di fare ulteriori passi avanti nell’indagine.





