Milano, 20 marzo 2026 – Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta sul deragliamento del tram 9 avvenuto il 27 febbraio scorso a Milano, che ha causato due morti e oltre cinquanta feriti. Secondo gli accertamenti della Polizia locale, il macchinista era al telefono fino a dodici secondi prima dell’incidente, circostanza emersa dall’analisi del suo cellulare. Le indagini proseguono per chiarire la dinamica esatta e le responsabilità.
La telefonata e la timeline dell’incidente del tram
Il tram numero 7707, di ultima generazione, è uscito dai binari alle 16:11 e 23 secondi in viale Vittorio Veneto, schiantandosi contro un palazzo. La conversazione telefonica durata circa 3 minuti e 40 secondi, era intrattenuta con un collega del turno precedente con il quale il conducente aveva sistemato poco prima la pedana per far salire una persona con disabilità. La chiamata si è interrotta appena 12 secondi prima dell’impatto, un intervallo che gli investigatori stanno cercando di riallineare con precisione tramite la scatola nera del tram e le registrazioni video della dashcam di un taxi presente sul posto.
Gli avvocati del conducente sostengono che la comunicazione si fosse interrotta almeno un minuto e mezzo prima dell’incidente, e che il macchinista avrebbe subito un malore, una “sincope vasovagale”, causata da una lesione al piede sinistro rimediata durante il turno. Il collega del tram ha riferito che al termine della telefonata il conducente non ha risposto al suo saluto, elemento che potrebbe confermare la versione del malore.
Indagini in corso e acquisizione documenti
Il conducente è indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose, mentre gli agenti della Polizia locale e i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno acquisito documentazione presso la sede di Atm e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le carte riguardano la manutenzione del tram, le regole aziendali sull’uso dei telefoni mobili in cabina e i verbali di sorveglianza sanitaria del conducente.
Nel frattempo, prosegue il lavoro della Procura per stabilire con esattezza la successione degli eventi e per valutare se l’uso del cellulare possa aver influito sull’incidente o se il malore sia stato la causa principale della tragedia. La presenza della scatola nera e le testimonianze raccolte saranno fondamentali per completare il quadro investigativo.






