Una battuta di caccia si è trasformata in tragedia questa mattina nelle campagne di Carrù, in località Bordino, alla periferia del paese. Daniele Barolo, agricoltore di 46 anni e padre di due figlie, è stato colpito mortalmente da una fucilata esplosa da un compagno di caccia che aveva sparato ad un cinghiale. L’incidente ha lasciato sgomenta la comunità locale, che proprio oggi celebrava la tradizionale Fiera del Fagiolo.
L’incidente mortale durante la caccia
Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle ore 10, Barolo si trovava con un amico in una zona boschiva quando quest’ultimo ha sparato al cinghiale avvistato nella boscaglia. Il colpo, però, ha raggiunto in pieno petto il 46enne che è morto sul colpo. I soccorsi, giunti rapidamente sul posto con volontari del 118 e carabinieri, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. La salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Carrù a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esame necroscopico e l’eventuale autopsia, mentre l’arma è stata sequestrata e sono in corso i rilievi investigativi per chiarire la dinamica precisa dell’accaduto.
Il dramma ha sconvolto la comunità di Rocca de’ Baldi, dove Barolo risiedeva in frazione Carleveri. La pro loco locale, in segno di lutto, ha annullato gli eventi serali previsti per la chiusura della Fiera del Fagiolo.
Le parole di Michela Vittoria Brambilla e il dibattito sulla caccia
La tragedia avvenuta nel cuneese è stata commentata duramente da Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. Brambilla ha definito la caccia “pratica assurda, crudele, anacronistica e pericolosa” e ha sottolineato come questa stagione venatoria, che oggi ha già registrato un morto nel Cuneese e un ferito nel Napoletano, sia una “strage annunciata”. La deputata ha evidenziato come, nonostante il numero di cacciatori sia in calo (da 1,7 milioni nel 1980 a meno di 500 mila nel 2025), questa attività continui a influenzare le decisioni politiche a discapito della sicurezza e della tutela della biodiversità.
Brambilla ha inoltre ricordato che nella passata stagione venatoria si sono registrati 16 morti e 36 feriti, e ha ribadito la necessità di introdurre misure più severe, come il divieto di caccia nei fine settimana e pene più dure per chi provoca incidenti mortali durante la caccia. La deputata ha criticato la “sostanziale indifferenza” delle autorità verso l’emergenza degli incidenti venatori e ha invitato i politici a prendere atto del sentire della maggioranza degli italiani, orientata alla conservazione dell’ambiente e alla sicurezza nei boschi.






