Milano, 9 gennaio 2026 – Le famiglie delle vittime e dei feriti italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana si stanno organizzando per chiedere giustizia e creare un fronte comune nella tutela dei loro diritti. A parlare è Umberto Marcucci, padre di Manfredi, il sedicenne ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Niguarda di Milano dopo l’incendio che ha sconvolto la località svizzera la notte di Capodanno.
La ricerca di un legale unico in Svizzera
“L’idea è ancora allo stato embrionale”, ha spiegato Marcucci all’ANSA, ma c’è un forte desiderio da parte dei genitori di individuare un unico avvocato in Svizzera che possa rappresentare tutte le famiglie coinvolte. Il processo principale si terrà infatti in territorio elvetico, e questa scelta nasce dall’esigenza di avere un punto di riferimento comune per affrontare le indagini e le eventuali azioni legali. Non si tratta di una competizione tra chi agisce prima o meglio, ma di un percorso condiviso per far emergere la verità su quanto accaduto.
Sono numerose le richieste di giustizia da parte dei genitori delle vittime e dei feriti. In particolare, il padre di Chiara Costanzo, la sedicenne milanese deceduta nel rogo, ha chiesto ufficialmente che lo Stato italiano si costituisca parte civile nel procedimento penale aperto in Svizzera. La sua richiesta è stata supportata anche da altre famiglie che chiedono un intervento istituzionale forte e coeso.
La tragedia di Crans-Montana
La notte del 1° gennaio un incendio ha devastato il locale Le Constellation a Crans-Montana, causando la morte di almeno 40 persone e ferendo oltre 120, di cui 14 italiani. Tra le vittime italiane sono stati identificati Giovanni Tamburini, Emanuele Galeppini e Achille Barosi. Altri dispersi sono ancora in fase di identificazione. La tragedia ha scosso profondamente le comunità di provenienza dei giovani, con funerali partecipati e manifestazioni di cordoglio in diverse città italiane.
Le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta per accertare le cause dell’incendio, sospettando che la scintilla sia stata originata da un oggetto pirotecnico utilizzato all’interno del locale. Nel frattempo, il Comune di Crans-Montana ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i proprietari del bar.
Umberto Marcucci ha espresso anche dubbi e preoccupazioni riguardo alla gestione dei controlli di sicurezza da parte delle autorità locali e alla mancata detenzione dei titolari del locale. “Siamo basiti: perché i titolari del Constellation non sono stati arrestati?” ha dichiarato, sottolineando la necessità di una giustizia vera e rigorosa.
Le famiglie italiane coinvolte nella tragedia stanno quindi lavorando per costruire una strategia comune che possa garantire loro rappresentanza e tutela efficace nel contesto giudiziario svizzero, con l’obiettivo di fare piena luce su quanto accaduto e di ottenere giustizia per i propri figli.
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