Milano, 20 marzo 2026 – È in attesa di sentenza il processo per il maxi rogo della Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 è stato devastato da un incendio che lo ha trasformato in una vera e propria “torcia”. Nel procedimento sono imputate 12 persone accusate di disastro colposo, con richieste di condanna che vanno da 3 anni e 6 mesi fino a 8 anni di reclusione.
Le richieste della Procura per gli imputati
La pm Marina Petruzzella ha avanzato richieste di pena severe per i responsabili coinvolti nella vicenda. Il carico più pesante, pari a 8 anni di carcere, è stato chiesto per Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante della società spagnola Alucoil, produttrice dei pannelli del rivestimento esterno “a vela” della Torre, ritenuti “altamente infiammabili”. Stessa pena è stata richiesta anche per Ettore Zambonini, legale rappresentante dell’omonima impresa che eseguì i lavori sulle “vele” della facciata, e per Giordano Cantori, responsabile commerciale dei pannelli Larson della medesima società.
Per altri imputati, le richieste vanno da 3 anni e 6 mesi a 7 anni, tra cui 7 anni per Francisco Churruca Ybbarra, export manager di Alucoil, e 5 anni per Giampaolo Leoni, responsabile del progetto generale ai fini antincendio per la Polo srl. Sono inoltre state chieste condanne di 4 anni e 6 mesi per Orio Delpiano, direttore dei lavori per Moro Costruzioni, e 3 anni e 6 mesi per Giampaolo Cremaschi, coordinatore della sicurezza per Polo srl, oltre ad altre analoghe pene per collaboratori della Zambonini spa.
Dinamica dell’incendio alla Torre dei Moro
Secondo le indagini, l’incendio sarebbe stato innescato da una sigaretta gettata accesa su uno dei balconi, che ha rapidamente propagato le fiamme sul rivestimento esterno, trasformando l’edificio in una torcia. La pm ha sottolineato come gli imputati abbiano agito con una “assoluta noncuranza della sicurezza” e con la volontà di perseguire il “massimo lucro nel minor tempo possibile e con la minor spesa”, definendo il comportamento un “cinismo socialmente pericoloso”.
Negli ultimi mesi, quasi 180 parti civili, tra inquilini e condomini, sono state risarcite tramite accordi transattivi fuori dal processo. La società Alucoil, che non è più responsabile civile, insieme ad alcuni imputati ha versato indennizzi per centinaia di migliaia di euro, permettendo a gran parte delle parti lese di uscire dal procedimento. La prossima udienza è prevista per il 19 gennaio 2026, con possibilità di rinvio al 23 gennaio per la discussione delle difese.






