Torino, 23 gennaio 2026 – La Procura di Torino ha formalmente richiesto l’arresto domiciliare per 18 antagonisti coinvolti in una serie di episodi di violenza verificatisi nella città tra settembre e novembre 2025. La polizia ha notificato il decreto di fissazione degli interrogatori preventivi, emesso dal gip del tribunale di Torino, nell’ambito di un’indagine che accusa i soggetti di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale.
Le manifestazioni a Torino e gli episodi contestati
Gli eventi contestati riguardano diverse manifestazioni. Il 24 settembre 2025 si è svolta una manifestazione in sostegno alla Global Sumud Flotilla, iniziativa umanitaria internazionale nata nel 2025 con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano alla Striscia di Gaza e portare aiuti alla popolazione palestinese. Dopo il concentramento in piazza Castello, circa 1.500 manifestanti hanno sfilato fino alla stazione di Porta Susa, dove circa 700 persone hanno forzato gli accessi e occupato i binari ferroviari per oltre un’ora, bloccando la circolazione.
Il 2 ottobre una trentina di attivisti ha raggiunto in bicicletta l’aeroporto Sandro Pertini di Caselle, tagliando la recinzione e accedendo all’area aeroportuale, causando la sospensione temporanea dei voli per circa 30 minuti. Nella stessa serata si è svolto un corteo di circa 10.000 persone che ha attraversato il centro cittadino fino alle OGR, sede dell’evento Italian Tech Week previsto per il giorno successivo. Qui alcuni manifestanti hanno scavalcato e aperto i cancelli, causando danneggiamenti a strutture e a quattro autovetture della Stellantis.
Dei 18 antagonisti interessati dalla richiesta di misura cautelare, 13 erano già sottoposti a misure restrittive dal 9 gennaio 2026. Gli interrogatori preventivi fissati dalla Procura rappresentano un ulteriore passo nell’approfondimento delle responsabilità.
Contesto e implicazioni
Le proteste di Torino si inseriscono in un quadro più ampio di mobilitazioni legate a tematiche internazionali e locali, spesso contrassegnate da tensioni tra forze dell’ordine e gruppi antagonisti.
Le accuse rivolte agli antagonisti riflettono una crescente attenzione da parte delle autorità nei confronti di azioni considerate violente o di disturbo dell’ordine pubblico, in un contesto in cui si registra un dibattito aperto sulla gestione della protesta e sulla criminalizzazione del dissenso. La scelta della Procura di Torino di chiedere misure cautelari per i soggetti coinvolti testimonia la volontà di contrastare i fenomeni di violenza urbana legata alle manifestazioni antagoniste.






