Roma, 8 febbraio 2026 – La decisione del Campidoglio di introdurre un biglietto d’ingresso di 2 euro per accedere alla Fontana di Trevi a Roma ha suscitato un acceso dibattito internazionale. Il Financial Times, con un articolo firmato dalla storica britannica Alex von Tunzelmann, ha espresso una critica netta e articolata su questa misura che modifica il rapporto tra la città e uno dei suoi simboli più iconici.
Fontana di Trevi, la critica del Financial Times: un biglietto per “guardare”
Alex von Tunzelmann, autrice del bestseller Fallen Idols, riprende l’immagine celebre di Anita Ekberg nel film La Dolce Vita di Federico Fellini, quando l’attrice si immergeva liberamente nella Fontana di Trevi deserta. Oggi, scrive la storica, chi volesse replicare quella scena dovrebbe mettersi in fila e pagare un biglietto di ingresso. Il giornale sottolinea che, seppur il turismo di massa e i costi di manutenzione siano realtà innegabili, la trasformazione di un luogo pubblico in un’area a pagamento rappresenta una frattura profonda. Le transenne non sono solo fisiche, ma anche “psicologiche”, poiché un’autorità controlla ora l’accesso a qualcosa che è stato costruito per il bene comune.
Von Tunzelmann evidenzia inoltre che il fenomeno non è isolato: già il Pantheon ha introdotto un biglietto da 5 euro, mentre altre città e monumenti nel mondo – come Venezia o la Sagrada Familia a Barcellona – applicano tariffe d’ingresso per gestire il flusso turistico. A Roma, la decisione mira a contenere i picchi estivi di visitatori, che possono arrivare a 70.000 persone al giorno nella piazza.
Il cambiamento del rapporto tra cittadini e monumenti
Secondo la storica britannica, il pagamento per accedere a spazi pubblici monumentali come la Fontana di Trevi cambia radicalmente il modo in cui si vive la città. Si passa da un luogo di incontro sociale e di cultura gratuita a un’esperienza mediata da barriere economiche e fisiche. Nonostante i residenti romani abbiano diritto all’ingresso gratuito, la nuova normativa segna l’inizio di una nuova era in cui il turismo e la fruizione culturale si confrontano con le esigenze della tutela e della sostenibilità.
Von Tunzelmann suggerisce che il momento migliore per visitare la Fontana di Trevi, e ritrovare la magia del film di Fellini, resti la notte, quando la città è libera da barriere e la fontana può essere ammirata senza restrizioni, come è successo per secoli.






