Arezzo, 14 febbraio 2026 – Un uomo di 46 anni, di origine albanese e già noto alle forze dell’ordine, è deceduto nella serata di ieri mentre fuggiva da un tentato furto in una villa situata nella località di Gorello, frazione di Policiano, sulle colline di Arezzo. Si tratta di Cristea Arben, residente nel Lazio, il cui corpo è stato ritrovato in una vigna nelle vicinanze dell’abitazione presa di mira. Le indagini sono in corso da parte dei carabinieri, coordinati dalla procura di Arezzo.
La dinamica del tentato furto e la fuga fatale
Secondo la ricostruzione, tre persone avevano preso di mira alcune ville nella zona sopra la regionale 71 in direzione Valdichiana. Dopo un primo episodio nel tardo pomeriggio, intorno alle 20:39 è scattato l’allarme in una seconda abitazione, momentaneamente vuota perché i proprietari erano fuori. A intervenire è stato un familiare, un avvocato pensionato di 70 anni, che abita nello stesso immobile ma in un appartamento separato. Dopo aver udito l’allarme, ha fatto uso della sua pistola regolarmente denunciata, sparando due colpi in aria a scopo intimidatorio. I ladri, spaventati, hanno abbandonato parte della refurtiva e sono fuggiti.
Durante la fuga, Cristea Arben si è impigliato in una recinzione anti-cinghiali in ferro, elettrificata e appuntita, installata per proteggere i terreni dagli animali selvatici, particolarmente presenti nella zona. Nell’urto avrebbe riportato la recisione della vena femorale, provocando uno shock emorragico fatale. L’uomo si sarebbe trascinato per circa cinquanta metri prima di accasciarsi in un orto. I due complici sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
Sul luogo sono intervenuti la pm Laura Masiello e la procuratrice capo Federica Dito, insieme ai carabinieri, che hanno effettuato rilievi e ispezionato l’abitazione. L’autopsia, già disposta, ha confermato che la causa del decesso è stata il dissanguamento dovuto alla ferita provocata dalla recinzione. Al momento, non risultano responsabilità a carico del 70enne che ha sparato i colpi in aria.
Il commento politico e il contesto
Il caso ha suscitato anche una reazione politica. Il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini ha commentato la vicenda sui social, scrivendo: “Spiace, ma la difesa è sempre legittima”. Il suo intervento richiama l’attenzione sul diritto alla legittima difesa in situazioni di intrusione e tentato furto, come quello avvenuto a Policiano.
La zona di Policiano, come altri borghi limitrofi, è stata recentemente bersaglio di furti e tentativi di intrusione, tanto da spingere gli abitanti ad organizzare comitati e ronde per la sicurezza. Le indagini proseguono per identificare i due complici fuggiti e chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti.






