Roma, 8 gennaio 2026 – Roma, 8 gennaio 2026 – La Procura di Roma ha avviato un fascicolo di indagine sull’incendio avvenuto nella notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana, nel Cantone Vallese, in Svizzera. L’incidente ha causato la morte di 40 persone, di cui sei cittadini italiani, e il ferimento di 116 giovani, tra cui sedici italiani. Il procedimento è stato aperto per i reati di omicidio colposo e incendio e si inserisce nella competenza della Procura capitolina, che si occupa di fatti che coinvolgono cittadini italiani all’estero. La Farnesina ha trasmesso a piazzale Clodio una comunicazione ufficiale sull’accaduto, mentre gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e delegano le indagini alle autorità svizzere.
L’indagine della procura romana su Crans-Montana
L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice Beatrice Pilloud e dal suo team di quattro procuratori, procede con l’ipotesi di reato di omicidio colposo e incendio. Nel frattempo, le autorità svizzere stanno affrontando pressioni e critiche per la gestione delle indagini, in particolare per l’apparente garantismo riservato ai proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, inizialmente dichiarati “ancora innocenti” e ora iscritti nel registro degli indagati. Le accuse a loro carico comprendono omicidio, lesioni e incendio involontario. L’avvocato vallesano Sébastien Fanti ha espresso pubblicamente il proprio dissenso, chiedendo un intervento più deciso e suggerendo la possibilità di un procedimento parallelo in Italia, vista la rilevante presenza di vittime italiane, seguendo l’esempio della Francia che ha già aperto un fascicolo.
Reazioni e richieste dalle famiglie delle vittime
Dal lato italiano, cresce la richiesta di chiarezza e giustizia. I familiari delle vittime, come i genitori del giovane campione di golf Emanuele Galeppini e di Chiara Prosperi, hanno espresso il loro dolore e la volontà di comprendere le cause esatte della tragedia, sottolineando anomalie come l’assenza di segni di ustione sul corpo di Emanuele. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha confermato che si recherà a Sion per incontrare le autorità locali e fare il punto sulle indagini, sottolineando l’impegno diplomatico per garantire trasparenza e collaborazione.
La località di Crans-Montana, nota per essere una rinomata stazione sciistica e meta del jet-set internazionale, è al momento in lutto e la comunità si stringe attorno alle famiglie delle vittime, mentre le autorità continuano le attività investigative per fare piena luce sull’accaduto.






