Crans-Montana, 6 gennaio 2026 – La tragedia del Capodanno a Crans-Montana continua a scuotere profondamente la comunità svizzera e internazionale. Nel cuore del Cantone Vallese, noto per le sue rinomate stazioni sciistiche e la vivace vita notturna, la discoteca Le Constellation è stata teatro di un incendio devastante che ha causato la morte di 47 giovani e il ferimento di oltre 120 persone. Un dramma che ha posto sotto la lente d’ingrandimento le norme di sicurezza nei locali pubblici e le responsabilità dei gestori.
Crans-Montana: le falle nella sicurezza la porta di sicurezza
Il 19 dicembre 2025, appena due settimane prima della tragedia di Crans-Montana, era stato presentato un progetto per ampliare la veranda antistante l’ingresso de Le Constellation, trasformazione che avrebbe aumentato la superficie da 44 a 74 metri quadrati e rimosso un’uscita laterale. Questa veranda, secondo le indagini, si è rivelata una trappola mortale per i ragazzi che cercavano di fuggire dall’incendio, bloccati da vetrate di plastica troppo strette (appena un metro e mezzo di larghezza) e che si aprivano verso l’interno, contravvenendo alle norme di sicurezza che impongono l’apertura verso l’esterno per facilitare le evacuazioni.
Due ex dipendenti hanno denunciato che l’unica uscita di sicurezza nel piano interrato era nascosta in una zona fumatori e veniva chiusa a chiave per evitare che i ragazzi entrassero o uscissero senza pagare. Ciò ha costretto i presenti a usare una scala ripida e angusta per salire al piano superiore, che è diventata un collo di bottiglia fatale durante la fuga.
I Moretti, proprietari sotto accusa e la difesa
I coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti, proprietari di Le Constellation dal 2015, sono formalmente indagati dalla Procura cantonale per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. La coppia si è difesa dichiarando di aver rispettato tutte le norme e di aver subito solo tre controlli in dieci anni, come confermato anche dal presidente del consiglio comunale Nicolas Féraud, il quale ha però ammesso che la normativa sui controlli potrebbe essere rivista dopo la tragedia. Jessica Moretti, che era presente durante l’incendio, ha riportato ustioni al braccio. La loro società gestisce anche altri locali nella zona, ma il Comune di Crans-Montana ha già revocato la licenza di un altro ristorante dei Moretti per motivi di sicurezza.
Un elemento chiave dell’indagine riguarda il materiale sintetico fonoassorbente del soffitto in spugna che, appiccato dalle fontane di scintille inserite nei colli delle bottiglie di champagne, ha alimentato il rogo con una rapidità letale. Testimonianze raccolte da ex dipendenti e media svizzeri sottolineano come già durante il Capodanno 2020 fosse stato segnalato il pericolo rappresentato da queste fontane di scintille vicino a materiali infiammabili.
Nessun controllo tra il 2020 e il 2025
Nel corso di una conferenza stampa, il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha rivelato che tra il 2020 e il 2025 non sono stati effettuati i controlli periodici previsti nel locale teatro della tragedia. La mancata ispezione rappresenta un elemento cruciale nelle indagini in corso sulla catastrofe.
L’amministrazione comunale ha appreso questa grave lacuna esaminando i documenti consegnati al pubblico ministero, suscitando un profondo rammarico da parte del sindaco Féraud. Va sottolineato che, secondo la normativa vigente, non è previsto un controllo specifico sulla qualità dei materiali utilizzati all’interno dei locali, come la schiuma fonoassorbente infiammabile che si ritiene abbia favorito la rapida propagazione dell’incendio.
Di fronte a questa situazione, il Comune ha deciso di adottare misure immediate, tra cui il divieto assoluto di utilizzo di qualsiasi tipo di dispositivo pirotecnico nei locali chiusi sull’intero territorio comunale. Inoltre, è stato incaricato un ufficio esterno specializzato per effettuare senza indugio controlli approfonditi su tutti i 128 esercizi pubblici presenti nel comune, estendendo l’ispezione anche alla qualità dei materiali, nonostante non sia previsto per legge.





