Roma, 18 ottobre 2025 – Un nuovo sciopero scuote la redazione del Sole 24 Ore, il principale quotidiano economico-finanziario italiano. I giornalisti hanno proclamato l’astensione dal lavoro a causa di una controversia legata all’affidamento di un’intervista istituzionale alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, realizzata da una collaboratrice esterna anziché da membri interni della redazione. Nonostante lo sciopero, il quotidiano è stato pubblicato in una versione ridotta, suscitando proteste e accuse di comportamento antisindacale rivolte alla direzione.
Sciopero al Sole 24 Ore: la protesta contro l’uso di collaboratori esterni
La decisione di affidare nuovamente, per la seconda volta in due anni, l’intervista alla presidente del Consiglio a Maria Latella, collaboratrice esterna, è stata la scintilla che ha fatto esplodere il malcontento tra i giornalisti del Sole 24 Ore. Venerdì 17 ottobre, mentre due giornalisti della redazione erano presenti alla conferenza stampa sulla manovra economica a Palazzo Chigi, la direzione ha pubblicato l’intervista scritta da Latella, scavalcando le professionalità interne.

Il Comitato di Redazione (Cdr) ha espresso con forza la propria contrarietà, denunciando una grave azione antisindacale da parte della direzione, guidata dal direttore Fabio Tamburini, e convocando un’assemblea che ha votato all’unanimità lo sciopero. La protesta mira a tutelare la dignità e le competenze della redazione, opponendosi a una prassi che rischia di delegittimare il lavoro interno a favore di collaboratori esterni, con il rischio di una deriva nella quale “gli intervistati si scelgono gli intervistatori”, un fenomeno definito “distopico” e pericoloso per l’indipendenza dell’informazione.
Nonostante l’astensione dal lavoro, il quotidiano è stato pubblicato sabato 18 ottobre con una foliazione ridotta a 20 pagine, quasi tutte “fredde”, e con l’intervista alla premier realizzata dalla giornalista esterna. Il sito web del giornale non è stato aggiornato, in linea con la protesta.
Reazioni e solidarietà dalla categoria giornalistica
La protesta dei giornalisti del Sole 24 Ore ha ricevuto ampia solidarietà da parte di altre sigle rappresentative del mondo dell’informazione. Il Comitato di Redazione di Repubblica ha espresso piena solidarietà ai colleghi, sottolineando che quanto accaduto dovrebbe “preoccupare profondamente chiunque abbia a cuore il buon funzionamento dei quotidiani, del mondo dell’informazione in generale e il rispetto dei diritti e della democrazia sui luoghi di lavoro”.
Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), ha definito “grave e inaccettabile” la decisione di far uscire il quotidiano nonostante lo sciopero, evidenziando che si tratta di una pagina nera nella storia di uno dei giornali più importanti del Paese. Costante ha ribadito che la battaglia dei giornalisti del Sole 24 Ore è una battaglia di tutti, in difesa del giornalismo professionale, della qualità dell’informazione e della sua indipendenza.
Anche l’Esecutivo Usigrai ha manifestato il proprio sostegno, affermando che la protesta tutela i colleghi dalla delegittimazione e condannando la sostituzione delle professionalità interne con collaboratori esterni. Secondo Usigrai, la scelta di affidare l’intervista a una collaboratrice esterna rafforza “l’idea che sia l’intervistato a scegliersi chi fa le domande”, trasformando la comunicazione in un surrogato dell’informazione e segnando la fine del giornalismo.
Il contesto e le tensioni interne al Sole 24 Ore
Il Sole 24 Ore, fondato nel 1965 e riconosciuto come il più diffuso quotidiano economico-finanziario in Italia, è da tempo al centro di tensioni sindacali e di equilibrio tra redazione e direzione. Nel 2020, il direttore Fabio Tamburini era stato già sfiduciato da una larga maggioranza del Cdr, soprattutto per l’uso frequente di collaboratori esterni. Da allora, i rapporti tra la direzione e la redazione sono peggiorati.
Negli ultimi anni, la testata ha affrontato anche altre difficoltà, tra cui significativi tagli di personale e vertenze legali vinte da giornalisti contro l’azienda per questioni di demansionamento e gestione del personale. La protesta attuale si inserisce in un contesto di forte attenzione alla tutela delle professionalità interne e alla difesa dell’indipendenza editoriale.
Il direttore Tamburini aveva inizialmente tentato di attenuare la tensione proponendo di firmare a quattro mani l’intervista con la collaboratrice esterna, ma il Comitato di Redazione ha respinto questa proposta, confermando lo sciopero.
Il valore del giornalismo professionale
Questa vicenda mette in luce questioni centrali per il mondo dell’informazione: il rispetto delle professionalità interne, la tutela della libertà e dell’indipendenza dei giornalisti, e il ruolo cruciale del giornalismo nella democrazia.
I giornalisti sottolineano che un giornalismo che consente agli intervistati di scegliere gli interlocutori mina la qualità e l’autorevolezza dell’informazione. La protesta in corso al Sole 24 Ore è quindi più di una semplice vertenza sindacale: rappresenta un appello alla società e agli editori affinché vengano rispettate le regole del confronto professionale e democratico all’interno delle redazioni.
Il quotidiano rimane un punto di riferimento per imprenditori, professionisti e operatori del mondo economico-finanziario, e le tensioni in atto riflettono la complessità di mantenere alta la qualità dell’informazione in un contesto editoriale sempre più sfidante.






