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Sit-in radicale in piazza Cln: “No alla violenza” nella protesta per Askatasuna a Torino

Radicali e associazioni promuovono un presidio pacifico in piazza CLN per ribadire il rifiuto della violenza dopo lo sgombero di Askatasuna e le recenti tensioni a Torino

by Alessandro Bolzani
29 Gennaio 2026
Corteo Askatasuna

Corteo Askatasuna - alanews.it

Torino, 29 gennaio 2026 – In vista della manifestazione nazionale programmata per sabato 31 gennaio contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, previsto un sit-in non violento domani in piazza CLN, promosso da Europa Radicale e associazioni radicali torinesi. L’iniziativa intende ribadire la scelta della nonviolenza in risposta alle tensioni che hanno caratterizzato le recenti proteste legate al centro sociale.

Sit-in nonviolento in Piazza CLN: appello alla pace

I radicali torinesi hanno annunciato un presidio pacifico per domani alle 14, nel quale saranno stesi a terra con cartelli a sostegno della nonviolenza. L’iniziativa nasce in un contesto di forte tensione politica e sociale, dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna avvenuto lo scorso 18 dicembre.

Secondo una nota diffusa dagli organizzatori, la manifestazione nazionale di sabato si articolerà in tre cortei con lo slogan “Ci riprenderemo la città”. Tuttavia, alcune frange di manifestanti hanno già annunciato azioni violente contro Torino stessa. Europa Radicale, l’Associazione “Marco Pannella” e l’Associazione radicale Adelaide Aglietta invitano dunque a non cadere nella trappola della violenza, sostenendo che il dialogo e il rispetto reciproco debbano prevalere anche negli scontri politici più duri.

Askatasuna respinge le richieste di rimodulazione del corteo

Nel frattempo, gli attivisti di Askatasuna hanno respinto le richieste avanzate dal prefetto di Torino e dalle autorità di modificare il percorso della manifestazione nazionale e di raggruppare i tre cortei in uno solo, evitando il centro cittadino. La risposta degli autonomi è stata netta: “Avreste dovuto pensarci prima”.

In un lungo documento, gli organizzatori sottolineano che il 31 gennaio non è un problema di ordine pubblico, ma un’espressione di opposizione sociale che intende riconquistare spazi e diritti. Criticano inoltre l’interpretazione governativa del conflitto sociale come un nemico da neutralizzare, definendo la possibilità di manifestare come una concessione revocabile sottoposta a sospetti e delegittimazioni preventive. Il documento si chiude con una domanda provocatoria: “Qual è la vera violenza? Quella evocata preventivamente dalle istituzioni o quella materiale e quotidiana che attraversa le nostre vite?”

Contesto e sviluppi recenti

Il centro sociale Askatasuna, occupato dal 1996 nell’edificio di corso Regina Margherita 47 a Torino, è stato sgomberato dalle forze dell’ordine il 18 dicembre 2025. L’operazione ha posto fine a quasi trent’anni di attività di un centro sociale che si era distinto per iniziative culturali, politiche e sociali nel quartiere Vanchiglia.

Dopo lo sgombero, le proteste si sono susseguite con manifestazioni di massa che hanno coinvolto attivisti da tutta Italia. Le tensioni hanno portato a scontri con la polizia, con diversi agenti feriti e momenti di guerriglia urbana, come l’uso di cassonetti incendiati e il lancio di oggetti contundenti contro le forze dell’ordine.

Le autorità hanno condannato fermamente la violenza, sottolineando l’importanza della legalità e del rispetto delle regole durante le manifestazioni. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine e ai cittadini coinvolti, ribadendo che la violenza compromette la credibilità stessa delle rivendicazioni.

La mobilitazione per il 31 gennaio si annuncia quindi come un momento cruciale, con la volontà degli organizzatori di mantenere una unità e una presenza capillare su tutto il territorio cittadino, pur nel rispetto della nonviolenza auspicata dagli organizzatori del sit-in di domani.

Tags: Askatasuna

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