Bologna, 23 dicembre 2025 – Il sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, ha annunciato le proprie dimissioni in seguito alle accuse di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie, circostanze che hanno scosso profondamente la comunità locale e l’intera regione Emilia-Romagna.
Le dimissioni e le motivazioni del sindaco di Cervia
In una lunga dichiarazione diffusa dal Comune, Missiroli ha sottolineato il forte impatto mediatico che ha coinvolto non solo lui come amministratore pubblico, ma anche la sua famiglia, con particolare riferimento ai suoi figli. Ha espresso dolore per la rapidità con cui sono stati formulati giudizi pubblici, prima che la giustizia potesse accertare i fatti.
Il sindaco ha ribadito con fermezza la condanna di ogni forma di violenza, in particolare quella contro le donne, e ha affermato la sua totale estraneità ai fatti contestati. Ha inoltre precisato di non aver ancora avuto accesso agli atti dell’indagine, né di essere stato formalmente convocato, ma di aver letto sulle testate giornalistiche ricostruzioni e accuse che lo hanno ferito personalmente e hanno toccato i suoi affetti più cari.
Missiroli ha motivato la sua decisione di dimettersi come un atto di responsabilità per tutelare la propria onorabilità e, soprattutto, per garantire la presenza paterna ai figli in un momento delicato della loro vita. Ha ammesso che non sarebbe in grado, allo stato attuale, di affrontare con la necessaria lucidità la complessa situazione né di assicurare la serenità che l’istituzione comunale merita.
L’indagine e le reazioni politiche
Le indagini, avviate dalla Procura di Ravenna, riguardano un episodio risalente al 5 dicembre scorso, quando la moglie del sindaco si era presentata in ospedale con lesioni al braccio, giudicate guaribili in nove giorni. La Procura aveva richiesto la custodia cautelare in carcere per Missiroli, richiesta poi respinta dal gip. La decisione definitiva sui provvedimenti restrittivi è attesa prima di Natale, con la possibilità di un ricorso al tribunale del Riesame.
Il legale di Missiroli, Ermanno Cicognani, ha dichiarato che il sindaco intende attendere la lettura degli atti prima di prendere qualsiasi decisione, ipotizzando che potrebbero volerci fino a dieci giorni. Nel frattempo, Missiroli ha respinto tutte le accuse, definendole “gravi e infamanti”.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha definito la vicenda “molto dolorosa” e ha invitato a distinguere nettamente tra le valutazioni di natura penale e quelle politiche. De Pascale ha espresso fiducia nel regolare svolgimento delle indagini e nel rispetto delle garanzie costituzionali.
Sul fronte politico, è emersa una forte richiesta di dimissioni da parte di Fratelli d’Italia e della Casa delle Donne di Cervia. Quest’ultima, in una nota, ha sottolineato la gravità della situazione e la necessità di una risposta politica chiara e coerente con i valori di contrasto alla violenza di genere. Anche il Pd locale, pur esprimendo sgomento per le accuse, ha ribadito la fiducia nelle autorità competenti e la necessità di verificare con scrupolo i fatti.
La delicata vicenda ha provocato un acceso dibattito nella comunità cervese, che conta circa 29.000 abitanti, nota per la sua storia legata alla produzione del sale e per la vocazione turistica balneare.






