Torino, 6 gennaio 2026 – Continua a suscitare forti reazioni lo sgombero del centro sociale Askatasuna avvenuto lo scorso 18 dicembre 2025 nel quartiere Vanchiglia di Torino. A manifestare il proprio dissenso sono state le famiglie della zona e il Comitato Genitori dell’istituto comprensivo Gino Strada, che hanno scritto una lettera aperta al prefetto della città esprimendo “profondo sconcerto e ferma indignazione” per le modalità con cui è stata eseguita l’operazione di sgombero.
Le critiche delle famiglie e del Comitato Genitori
Nella lettera, firmata sia dalle famiglie del quartiere Vanchiglia che dal Comitato Genitori, si denuncia una gestione dell’ordine pubblico ritenuta “sproporzionata e gravemente lesiva dei diritti della cittadinanza”. I firmatari sottolineano in particolare la “negazione del diritto allo studio” per i minori, il “disagio sociale e organizzativo” causato, la “perdita di un luogo di socialità” e avanzano una “richiesta di progettualità futura” per il quartiere. Inoltre, si riserva la possibilità di intraprendere azioni legali, ritenendo lo sgombero una violazione dei diritti costituzionali dei minori e una “interruzione di pubblico servizio (quello scolastico)” ingiustificata da una reale emergenza.
Una zona militarizzata e un quartiere diviso
L’area attorno all’edificio di Corso Regina Margherita 47, dove Askatasuna ha operato per quasi trent’anni come centro sociale autogestito, resta sotto stretta sorveglianza delle forze dell’ordine con un vero e proprio “check point” che limita gli accessi e rende difficile la vita quotidiana ai residenti. Le strade circostanti sono state chiuse al traffico e gli ingressi sono monitorati 24 ore su 24, con le finestre della palazzina murate. Questa condizione di militarizzazione del quartiere ha suscitato opinioni contrastanti: da un lato il parroco di Santa Giulia evidenzia che Vanchiglia dispone di altri luoghi di aggregazione, criticando il mancato rispetto delle regole da parte del centro sociale, dall’altro il Comitato Vanchiglia e molti abitanti lamentano la perdita di un importante punto di riferimento sociale e culturale. Anche i commercianti locali segnalano un impatto negativo sulle attività, con calo degli incassi e disdette che aggravano la già difficile situazione economica del quartiere.
Askatasuna, nato nel 1996 come centro sociale autogestito, ha rappresentato per anni un polo culturale e di militanza politica nel cuore di Vanchiglia, organizzando eventi, laboratori, sportelli di supporto e attività rivolte soprattutto all’infanzia e alle persone in difficoltà abitativa. Lo sgombero ha interrotto bruscamente questa esperienza, lasciando aperti interrogativi sul futuro utilizzo dell’edificio e sulla riqualificazione del quartiere.





